Vittorio Storaro, vincitore di tre premi Oscar (per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore) ha carpito i segreti della luce trasferendoli nel cinema.
La sua è una visione piena del rapporto tra arte pittorica e trasposizione cinematografica. Lo abbiamo incontrato a Firenze, ospite dell’Istituto Lorenzo de’ Medici e del presidente Fabrizio Guarducci, per il conferimento della Laurea Honoris Causa da parte del Marist College americano.
Storaro ha presenziato alla fase finale dello Spray Film Festival una rassegna internazionale dedicata a cortometraggi di durata compresa fra i 30 ed i 90 secondi, accompagnati dalla sola musica. Organizzato dall’Istituto Lorenzo De’ Medici ed ecoFrames, in collaborazione con Rai Com, Rai Cinema, Fedic, Quelli della Compagnia e Quartiere 1 di Firenze, il Festival è caratterizzato dall’assenza di dialoghi o di altre forme di comunicazione verbale nei prodotti audiovisivi, rendendo i cortometraggi comprensibili in tutto il mondo e di facile interpretazione, senza limiti di età, cultura o estrazione sociale.
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Nel 1960 il Centro Sperimentale di Cinematografia lo Diploma nella sezione di Ripresa Cinematografica.
Il momento dell’esordio Cinematografico nel Cinema, tanto sognato, arrivò nel 1968 con “GIOVINEZZA GIOVINEZZA” diretto da Franco Rossi, primo Film che gli dette modo di esprimersi completamente inserendo in esso tutti quei concetti Cinematografici che gli sono propri, come un’impronta digitale della sua visione Fotografico-Figurativa.
Registi come Luigi Bazzoni, Giuseppe Patroni Griffi, Fabio Carpi, Giuliano Montaldo, Salvatore Samperi, Luca Ronconi, Bernardo Bertolucci, Francis Coppola, Warren Beatty con infine Carlos Saura, Alfonso Arau e Majid Majidi, lo hanno portato ad una maturazione sempre più approfondita dello Stile Cinematografico che gli ha permesso nel tempo una sempre più Cosciente ricerca sulle possibilità creative luministiche dell’Immagine.
L’espressione artistica di Storaro si concentra sin dagli inizi sulla LUCE, sulle sue possibilità di Scrittura, sul suo valore di Dialogo tra gli elementi contrastanti che la compongono, per passare successivamente ad esplorare dall’interno la Luce stessa scoprendone le valenze espressive dello spettro cromatico, i COLORI che la compongono, dedicandosi poi allo studio degli ELEMENTI fondamentali della vita ed alla loro possibile rappresentazione visiva.
In questi ultimi anni la sua attenzione è stata rapita dalle intuizioni creative simbolizzate dalle MUSE, dalla possibilità di pre-veggenza creativa dei VISIONARI e divinatorie dei PROFETI.
Storaro ha ricevuto numerosi Riconoscimenti e Premi Internazionali tra cui tre Premi OSCAR, conferiti dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Cinematografiche di Los Angeles, per i Film: “APOCALYPSE NOW” diretto da Francis Coppola,”REDS” diretto da Warren Beatty, “THE LAST EMPEROR” diretto da Bernardo Bertolucci.
Le Accademie Cinematografiche: Italiana (DAVID di DONATELLO), Inglese (BAFTA), Spagnola (GOYA), Televisiva Americana (EMMY), e l’Europea (CINEMATOGRAPHY AWARD), gli hanno presentato per vari film il loro riconoscimento Accademico.
Ha ricevuto 2 LAUREE HONORIS CAUSA: dall’Università di Lodz in Polonia, dall’Università di Sociologia di Urbino.
2 ACCADEMICO HONORIS CAUSA dalla Accademia di belle Arti di Macerata e dall’Accademia di Belle Arti di Brera.
Insignito del titolo di AMBASCIATORE DELL’IMMAGINE DI ROMA
Presidente dell’ASSOCIAZIONE ITALIANA AUTORI DELLA FOTOGRAFIA CINEMATOGRAFICA negli anni 1988-90.
Membro dal 2009 dell’AMERICAN SOCIETY OF CINEMATOGRAPHERS A.S.C.
Membro dell’EUROPEAN ACADEMY OF FILM AND TELEVISION
Membro dell’ACADEMY OF MOTION PICTURE ARTS SCIENCES di Los Angeles.
Membro dell’ACCADEMIA CINEMATOGRAFICA ITALIANA Presidente Onorario dell’ACCADEMIA DELLA LUCE.
Membro S.I.A.E., sezione OLAF, in qualità di: AUTORE LETTERARIO-AUTORE FOTOGRAFIA-AUTORE ARTI FIGURATIVE, PLASTICHE E FOTOGRAFICHE
Presidente o Membro di vari importanti FESTIVAL CINEMATOGRAFICI MONDIALI
Ha ricevuto IL PREMIO ALLA CARRIERA CINAMATOGRAFICA da: AMERICAN SOCIETY OF CINEMATOGRAPHERS (Los Angeles-USA)
CAMERIMAGE FILM FESTIVAL (Torun/Lodz-Polonia)
TELLURIDE FILM FESTIVAL (Denver-USA)
LOCARNO FILM FESTIVAL (Locarno-Svizzera)
THESSALONIKY FILM FESTIVAL (Thessaloniky-Grecia)
MACEDONIA FILM FESTIVAL (Bitola-Repubblica di Macedonia)
ASSOCIAZIONE CRITICI CINEMATOGRAFICI ITALIANI (Taormina-Italia)
Ha insegnato “Scrivere con la Luce” alla ACCADEMIA INTERNAZIONALE delle ARTI e delle SCIENZE DELL’IMMAGINE de L’Aquila dal 1995 al 2004.
Conduce SEMINARI in CINEMATOGRAFIA presso Accademie-Istituti-Università di tutto il mondo.
Il suo sogno realizzato é l’edizione della serie di libri, tre volumi già pubblicati, sulla ispirazione pittorica, sulla conoscenza filosofica: della LUCE, dei COLORIi, degli ELEMENTI, ed in fase di preparazione sulle Ispirazioni creative delle MUSE e dei VISIONARI, che lo hanno accompagnato in tutta la sua vita creativa dal titolo: “SCRIVERE CON LA LUCE “
La sua aspirazione é il possibile riconoscimento legislativo del “DIRITTO D’AUTORE” per tutti gli Autori della Fotografia Cinematografica del mondo.
Ecco come lo stesso Storaro presenta la propria visione dell’opera di Caravaggio
L’OMBRA e la LUCE di CARAVAGGIO
In pittura il mito, particolarmente il “Mito della caverna” di Platone, si ritrova perfettamente nei dipinti di Michelangelo Merisi, detto “IL CARAVAGGIO” per il rapporto Ombra-Luce, Inconscio-Cosciente, che Egli perennemente continua a proporsi.
Nelle sue visualizzazioni pittoriche della realtà, nei suoi dipinti l’OMBRA è la vera protagonista, più che la LUCE, essa è la Materia prima in cui l’Inconscio di Michele scolpisce.
La prima parte della vita pittorica di Caravaggio è visualizzata in una LUCE NATURALE… Una Luminosità nordica, avvolgente, MATERNA. Le sue “Composizioni” sono determinate da uno spazio che egli riflette in uno SPECCHIO che gli mostra un’immagine speculare, diversa dalla realtà che lo circonda.
Scopre in una tragica Notte l’uso della LUCE ARTIFICIALE, molto più consona alla sua interiorità. Una Notte di inquietudine in cui assiste, nel bagliore di roventi torcie, alla decapitazione di Beatrice Cenci.
Nel continuare a dipingere avverte che la nuova Luminosità Artificiale lo libera dalla condizione di una Luce Naturale in continua modificazione.
Egli, pur continuando a riflettere in uno Specchio le sue composizioni può, attraverso una lanterna ad olio, illuminare le sue rappresentazioni con la libertà di mettere su tela la sua creatività emotiva in qualsiasi momento del Giorno o della Notte.
La sua LUCE e la sua OMBRA visualizzano un mondo quasi monocromatico, utilizza solo alcuni Colori, come se la sua vita si svolgesse in una unica parte dello spettro cromatico.







