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A San Giovanni lo tsunami 5 Stelle. Grillo a Napolitano: “Senti che boom!”

Per gli organizzatori sono quasi un milione i grillini che sono giunti nella piazza per il comizio finale del leader del Movimento. Sul palco anche Davide Barillari, candidato alla presidenza della Regione Lazio che avverte Storace e Zingaretti: “Vi manderemo in bicicletta”. A sorpresa l’intervento del guru Gianroberto Casaleggio a fianco del comico: “Noi siamo la fantasia al potere”. Dal palco: “Saremo il primo partito del Paese”. Nel finale l’attacco del comico anche al Capo dello Stato. LA GALLERY

di Alberto Berlini

Lo tsunami arriva ad onde piccole piccole. Piazza San Giovanni si riempie lentamente venerdì pomeriggio. Ci sono nubi minacciose, e ogni tanto l’acqua arriva sì, quella vera, dal cielo, ma in pochi scappano o si rifugiano sotto i gazebo allestiti come punto ristoro e per i souvenir. A fine serata gli organizzatori parleranno di numeri “sbalorditivi”, ma diciamolo chiaramente, gli 800 mila annunciati attorno al palco da Beppe Grillo erano molti meno. Prima che cominci la solita guerra dei numeri tra le stime degli organizzatori e quelle della Questura, il dato – fisico – è che la Piazza di San Giovanni può arrivare a contenere al massimo a poco più di 250 mila persone. Anche se lontano dai numeri dell’annuale Concertone del Primo Maggio, il colpo d’occhio offerto dall’ultima tappa della campagna elettorale dei grillini era di sicuro effetto. Una piazza composita, colorata e goliardica, giovani e famiglie, ma soprattutto tanti professionisti. Francesco Baldelli è un commerciante umbro, venuto a Roma appositamente per Grillo: “Mi sembra tanta brava gente, magari non sono preparatissimi, non sanno delle cose della politica, ma è meglio così visti gli esempi che abbiamo avuto. Forse è un salto nel buio – prosegue Francesco – ma è un buio con 5 Stelle e sono convinto che il Movimento saprà correggere quando qualcuno sbaglierà”.


In tanti in mezzo alla piazza seguono la stessa linea, quella di una fiducia che non sentono di poter riporre in nessun altro. Ad Angelo suona il telefono, è il padre ma rifiuta la chiamata “se mi sa qui mi disereda. A giorni alterni – continua – mi chiamano una volta mia madre per convincermi a votare da una parte, l’altro mio padre, ma loro non capiscono che Grillo ci ha dato una speranza vera”.
É una festa quella di San Giovanni, una prova di forza e a parte un’incidente con i giornalisti della stampa italiana che inizialmente non erano stati ammessi al backstage poi rientrato con la mediazione di Polizia e Carabinieri, tutto è filato liscio. Nessun numero ad effetto, nessuna apparizione di Celentano, ma giusto quella del guru del MoVimento, il Gianroberto Casaleggio così schivo e refrattario agli incontri pubblici. É salito sul palco dopo aver tessuto per quattro anni le fila di quello che si appresta a diventare la novità di questa tornata elettorale. “Mi ricordo un famoso slogan del 1968 – ha detto Casaleggio dal palco – che diceva ‘la fantasia al potere’. Noi abbiamo bisogno di fantasia, però oltre alla fantasia e alla creatività, abbiamo bisogno di trasparenza, di onestà, di competenza. Così cambieremo l’Italia”.
Il primo a parlare alla piazza che man mano si riempiva era stato però il padrone di casa, il candidato alla presidenza della Regione Lazio per il M5S, Davide Barillari: “Taglieremo le auto blu e manderemo Storace e Zingaretti in bicicletta. Ridurremo gli stipendi ai consiglieri e alla giunta. Questo è il nostro impegno, ogni consigliere guadagnerà non più di 5.500 euro netti al mese. I soldi che avanzeranno dai tagli agli stipendi andranno in un fondo per evitare la chiusura delle imprese. Lanceremo la raccolta differenziata porta a porta in tutto il territorio e per ogni grande opera da fare chiederemo ai cittadini di dire se la vogliono o no – ha concluso Barillari – metteremo in rete tutto, bandi di gara e fatture. Ci sarà trasparenza e tireremo fuori la politica”.
Ad infiammare la piazza ci ha pensato ovviamente l’ex comico genovese, salito sul palco intorno alle 21.00. “Mi aspettavo qualcosa di più – ha salutato ironicamente guardando piazza San Giovanni – questo è un sogno è tutta la notte che mi esercito per non commuovermi. Ci chiamavano pazzi, ma ora li abbiamo spiazzati. Se ne eleggeremo 100 (deputati ndr), apriremo il Parlamento come una scatola di tonno. Siamo la terza, la seconda, anzi la prima forza politica del Paese. Io ho dato solo fuoco alla miccia: il resto lo abbiamo fatto insieme”.
I leitmotiv della campagna elettorale ci sono tutti, dal referendum per uscire dall’euro, all’attacco alla casta politica. Prima del commiato l’attacco a Napolitano e l’incoraggiamento alla folla a far sentire il “Boom” al Capo dello Stato, ricordando come proprio Napolitano avesse minimizzato il successo del Movimento 5 Stelle alle comunali del maggio scorso. Chiude poi il suo intervento con un romanesco “se vedemo”. Applausi scroscianti e folla che accompagna il camper del leader fino davanti all’hotel invadendo le vie limitrofe alla piazza. Tra i tanti c’è anche il fratello del capo scorta di Pierluigi Bersani.