Se ne va una delle figure storiche del blues italiano. Roberto Ciotti cantante e chitarrista romano classe 1953, è scomparso a seguito di una grave malattia nelle prime ore del 31 dicembre. Una lunga carriera che lo ha visto incontrare i maggiori esponenti della sua generazione, collaborando con i grandi nomi del cantautorato e più in generale della musica italiana.
De Gregori, Bennato, Venditti ed il Folkstudio di Roma nei primi anni settanta, furono l’embrione per la sua progressiva scelta d’amore via via sempre più forte e totalizzante verso il blues. Una direzione artistica all’epoca pressoché pionieristica, che affrontò con passione e dedizione. In breve si mise in luce, iniziando un percorso che lo avrebbe portato a decine di collaborazioni con artisti anche internazionali, tra tutti l’ex Cream Ginger Baker. Col trascorrere degli anni, Ciotti allargò la sua visione musicale, incontrando tra l’altro il mondo del cinema per cui scrisse le colonne sonore di “Marrakech Espress” e “Turnè” di Gabriele Salvatores. Oltre la sterminata carriera, rimane il lavoro compiuto da Ciotti nella diffusione del genere da lui più amato che lo ha visto introdurre i dettami della musica afroamericana a migliaia di persone durante i suoi concerti, suonare ovunque nel mondo per poi comunque ritornare ogni volta nella sua Roma.
Per moltissimi anni lo si poteva incontrare nel suo locale per eccellenza, il Big Mama all’interno del quartiere di Trastevere dove, oltre le contraddizioni di alcuni dischi da lui incisi ed a tratti non convincenti, emergeva la sua figura più sincera e genuina. E ci si poteva fermarlo ad ascoltare tra una pausa e l’altra dei live, mentre al pubblico presente snocciolava ricordi su Hendrix a Roma ed entusiasmo per il suo nuovo disco di lì a venire in breve tempo. Passato e presente, che sublimavano nella chitarra acustica sopra al palco.
Gianluca Diana e Pietropaolo Moroncelli
Mojo Station – Il Blues e le Sue Culture





