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Appare e scompare, avvinghiato al collo. Ecco lo “stregatto” che fa impazzire Roma

CURIOSITA’ VIRALI. Già star del web, il gatto fulvo vive perennemente al collo di quello che sembra essere il suo proprietario che, si narra, viva in un quartiere residenziale. Ma gli avvistameti si susseguono in diversi punti della città, tanto da far pensare che si tratti di un’operazione di marketing. LA GALLERY

di Patrizio J. Macci

Roma ha un legame antico e radicato con i gatti, ma questo è il primo felino romano che diventa una star del web. Supera in fama quelli della colonia felina della Piramide Cestia e quelli del Colosseo. I mici in formato cartoon cominciano a preoccuparsi seriamente anche loro, perché un rivale in carne e ossa non gli era ancora mai capitato. È vero, “non c’è trippa pe’ gatti” come disse quel sindaco, ma gli scatti in digitale e i “mi piace” si moltiplicano a raffica. Il gruppo aperto sul social network a suo nome ha quasi diecimila seguaci.
Lui compare quando meno uno se lo aspetta in giro per la Capitale, come il felino svalvolato di “Alice nel paese delle meraviglie”. È lo Stregatto all’ombra del Colosseo. Scorazza avvinghiato al collo di un uomo di mezza età, apparentemente in perfetta forma fisica anche perché viste le sue dimensioni il felino ha sicuramente un peso non indifferente. È un grosso micio, un gattone dal pelo rosso come quello che avete visto in “Colazione da Tiffany”,  lì si chiamava “Gatto” semplicemente; poi è volato nello spazio siderale insieme a Sigourney Weaver in due puntate del ciclo horror spaziale di “Alien”. Sembrava dissolto nel nulla, ma lo scorso anno due registi e sceneggiatori americani, – i fantasmagorici fratelli Coen- lo hanno ripescato nel film “A proposito di Davis”. Nella pellicola ha preso documenti americani per confondere le acque,  si fa chiamare Ulisse ma è sempre lui. Il pelo fulvo lo inchioda inequivocabilmente. Accompagna uno sfigato menestrello destinato a sfiorare il successo nei fumosi locali del Village dove una sera suona anche un giovanissimo Bob Dylan.
A Roma invece sta sempre insieme a quello che appare essere il suo proprietario, un pensionato che da quello che raccontano le cronache vive placidamente in un quartiere residenziale. Stanno sempre insieme come San Rocco e il cane. Negli ultimi giorni gli avvistamenti sono aumentati, tanto da far dubitare che il gatto possa essere uno solo. Troppa visibilità, sopratutto in punti diversi della città a distanza temporale ravvicinata. Nella stessa mattinata è stato visto prima in un bar a Via del Corso, nei pressi dello Stadio Flaminio e poi mentre scollinava su due ruote insieme al suo padrone in direzione Ostia Lido.
Dopo neanche un’ora scaldava i muscoli panterati nel Parco di Villa Broghese. Placido e sonnacchioso, calato nel ruolo di star il gatto si presta contento al selfie con l’umano di turno munito di smartphone quando viene riconosciuto. I bambini impazziscono per accarezzarlo. Lui tranquillo non batte ciglio e si presta serafico a essere immortalato. Qualche sospettoso dietrologo ha avanzato l’ipotesi di una campagna virale di marketing: il gatto Jonesy o Jones dovrebbe tornare in un prequel del film “Alien” e la major statunitense ambienterà alcune scene del film proprio nella Capitale.
Le sue performance rischiano di oscurare anche l’arrivo di James Bond che girerà alcune scene in primavera nel dedalo di viuzze del Centro Storico. Interrogato sulla questione il gatto si è rifiutato sdegnosamente di rispondere con un laconico “gnao”, che equivale a un “no comment”. L’uomo che ha scambiato il suo gatto per una sciarpa invece è saltato sulla bicicletta ed è andato via sorridendo.