Il trattore e l’ipad. Danilo Calvani, 51 anni, “contadino e non agricoltore” è pronto per l’ennesima marcia su Roma. Già in prima linea contro Equitalia, contro le banche e contro un Paese di nuovi poveri, ora raddoppia.
Mattinata a Latina, quartier generale “continentale” dei “forconi” a manifestare in piazza del Popolo, giusto per ribadire ai colleghi contadini che, se si parte indietro, non si torna. Tutti a Roma per la singolare piattaforma rivendicativa che vuole scuotere dalle basi gli inquilini di Palazzo Madama e Montecitorio.
Ad Affaritaliani.it, Calvani chiarisce subito: “Io non sono il leader, il vero leader è il popolo e noi non siamo un partito”. Poi ai “suoi” venuti da Sezze, Priverno, Maenza, Terracina, Fondi e dalle campagne di Aprilia dà le ultime indicazioni: “Tutti a Roma e per restarci stavolta”.
Calvani, il ministro Lupi sostiene che non avete una piattaforma. Si può saper cosa volete?
“Noi vogliamo il ripristino della costituzione e il ritorno alla sovranità monetaria. E siccome come ho detto non siamo un partito, la nostra piattaforma è la legalità”.
Ma quanti siete in tutta Italia?
“Andate a vedere le piazze. A Torino migliaia di migliaia, a Genova non c’è più posto. E in piazza non c’è un settore, c’è la gente”.
Quanto resterete a Roma. Due, tre giorni?
“Macché noi saremo a oltranza e saremo centinaia di migliaia. Però dovete aspettare sino a domani perché daremo delle comunicazioni importanti”.
Perché che succede domani, martedì?
“Parleremo noi perché mercoledì questo parlamento decaduto voterà la fiducia”.

