Poco meno di otto milioni di contribuenti con redditi superiori a 35mila euro versano circa il 65% dell’Irpef complessiva. Chi dichiara fino a 20mila euro rappresenta invece quasi il 47% dei contribuenti ma contribuisce per circa il 5% dell’imposta.
I dati sono contenuti nel nuovo rapporto di Itinerari Previdenziali presentato il 24 settembre al Cnel. Attenzione alle date: lo studio pubblicato nel 2026 analizza principalmente i redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025, utilizzando i dati del Dipartimento delle Finanze.
Redditi 2026, chi sostiene la quota maggiore dell’Irpef
Nel complesso le dichiarazioni considerate dal Dipartimento delle Finanze sono circa 42,8 milioni. I lavoratori dipendenti rappresentano oltre 23 milioni di contribuenti per reddito prevalente, mentre i pensionati sono circa 13,5 milioni.
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Il rapporto presentato al Cnel evidenzia una forte concentrazione del gettito. Chi dichiara più di 35mila euro rappresenta il 18,78% dei contribuenti e versa circa il 65% dell’Irpef. Aggiungendo la fascia tra 29mila e 35mila euro, poco più del 30% dei contribuenti arriva a sostenere il 78,67% dell’imposta complessiva.
I redditi superiori a 100mila euro sono dichiarati da circa 745mila persone, l’1,75% del totale, alle quali è attribuito il 22,25% dell’Irpef.
Redditi 2026, chi paga meno e perché non significa necessariamente evasione
Circa 20,2 milioni di contribuenti si collocano sotto i 20mila euro e versano complessivamente circa il 5% dell’Irpef. Il rapporto parla anche di circa nove milioni di contribuenti che non pagano Irpef. Questa cifra non equivale a nove milioni di evasori.
Una parte riguarda persone con redditi nulli o molto bassi, oppure contribuenti la cui imposta viene azzerata da detrazioni, deduzioni e no tax area. Inoltre molti cittadini, come bambini e persone senza reddito proprio, non sono contribuenti Irpef.
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La distribuzione dell’Irpef non coincide neppure con l’intero carico fiscale: esistono IVA, contributi, imposte patrimoniali e redditi soggetti a regimi sostitutivi, compreso il forfettario degli autonomi.
Durante la presentazione il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato che il governo sta valutando per la manovra l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% anche alla fascia tra 50mila e 60mila euro, precisando però che l’intervento dipenderà dalle coperture. Si tratta quindi di una proposta e non di una modifica già approvata.


