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Francia, i sindacati lanciano lo sciopero generale il 5 novembre: la CGT sfida il governo Lecornu

La segretaria della CGT denuncia l’assenza di misure concrete dopo il vertice a Matignon. Sabato il sostegno ai gilet gialli

Francia, i sindacati lanciano lo sciopero generale il 5 novembre: la CGT sfida il governo Lecornu

La Francia si prepara a una nuova ondata di proteste. Dopo l’incontro con il primo ministro Sébastien Lecornu, la CGT ha denunciato la mancanza di risposte alle richieste dei lavoratori e rilanciato la mobilitazione nazionale del 5 novembre, chiedendo di estendere gli scioperi anche ai giorni successivi. Sabato 24 ottobre sono previste nuove manifestazioni dei gilet gialli, alle quali il sindacato ha annunciato il proprio sostegno.

Dopo il vertice a Matignon, Binet chiede assemblee nei luoghi di lavoro e scioperi anche oltre il 5 novembre

Nessuna misura concreta sulle richieste dei lavoratori e un nuovo appello allo sciopero generale. Si è concluso senza i risultati sperati dalla CGT l’incontro a Parigi tra le organizzazioni sindacali e il governo del primo ministro Sébastien Lecornu. Al termine della riunione a Matignon, la segretaria generale del sindacato, Sophie Binet, ha annunciato l’intenzione di intensificare la mobilitazione, confermando la giornata nazionale di sciopero del 5 novembre e invitando i lavoratori a proseguire la protesta anche successivamente.

“È giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti nella mobilitazione, lo sciopero deve prendere il sopravvento. Invochiamo la più ampia mobilitazione possibile per il 5 novembre e invitiamo a tenere assemblee ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, per estendere lo sciopero anche nei giorni successivi”, ha dichiarato Binet dopo il confronto con l’esecutivo francese. La dirigente sindacale ha criticato l’atteggiamento del governo, accusandolo di non aver fornito risposte sufficienti alle richieste avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori. “Le nostre rivendicazioni non sono state affatto prese in considerazione”, ha affermato.

La giornata del 5 novembre era già stata individuata dalle principali sigle sindacali come appuntamento di mobilitazione nazionale. CGT, CFDT, FO, Unsa e FSU hanno chiamato alla partecipazione lavoratori del settore pubblico e privato, con rivendicazioni che riguardano soprattutto il potere d’acquisto, i salari e i servizi pubblici. Dopo l’incontro di oggi, la CGT punta ad allargare ulteriormente l’adesione e a organizzare scioperi prolungati attraverso assemblee nei luoghi di lavoro.

Francia, il confronto con Lecornu non convince la CGT: nessun annuncio sul potere d’acquisto

I sindacati si erano presentati a Matignon chiedendo interventi per contrastare il carovita e sostenere il reddito dei lavoratori. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali, con la presenza del governo e del ministro dell’Interno Laurent Nuñez.

Secondo la ricostruzione fornita da Binet, l’esecutivo non avrebbe però presentato provvedimenti immediati sulle questioni economiche sollevate durante il confronto: “I ministri ci hanno fornito solo vaghi accenni, nulla di concreto: il ministro del Lavoro ha detto che ci riceverà prossimamente per discutere del potere d’acquisto”, ha spiegato la segretaria della CGT, sottolineando che “non c’è stato alcun annuncio preciso”.

Il ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou dovrebbe dunque incontrare nuovamente i rappresentanti sindacali per approfondire le richieste legate al potere d’acquisto. La disponibilità a un ulteriore confronto, tuttavia, non ha modificato le intenzioni della CGT, che chiede misure economiche e sociali concrete.

La protesta si inserisce nelle tensioni che attraversano la Francia, dove l’aumento del costo della vita e le contestazioni sulle politiche economiche del governo hanno alimentato manifestazioni e iniziative sindacali. L’esecutivo è chiamato a gestire anche le conseguenze degli scontri del 17 ottobre, quando le manifestazioni in diverse città francesi sono state accompagnate da episodi di violenza, danneggiamenti e saccheggi.

Gilet gialli, sabato 24 ottobre nuove manifestazioni: la CGT annuncia il proprio sostegno

Prima dello sciopero del 5 novembre, la Francia dovrà affrontare un altro appuntamento di protesta. Per sabato 24 ottobre, infatti, il coordinamento dei gilet gialli ha annunciato attraverso il web un nuovo ciclo di manifestazioni contro il carovita, presentato come il secondo atto della mobilitazione. La CGT ha confermato che sarà presente per accompagnare le iniziative e sostenere i partecipanti. Binet ha spiegato che il sindacato scenderà in piazza “per sostenere coloro che desiderano mobilitarsi, per proteggere i giovani e i lavoratori e le lavoratrici che intendono mobilitarsi”.

Le nuove manifestazioni arrivano dopo le tensioni del 17 ottobre, che hanno spinto il governo a rafforzare le misure di sicurezza in diverse città. Il primo ministro Lecornu ha convocato le organizzazioni sindacali anche per discutere delle condizioni necessarie a garantire lo svolgimento pacifico dei cortei. La CGT chiede invece che il confronto con l’esecutivo produca soprattutto risposte economiche, a partire dalle richieste sui salari e sul potere d’acquisto. La giornata del 5 novembre resta l’appuntamento nazionale annunciato dai sindacati, mentre l’eventuale prosecuzione degli scioperi dovrà essere organizzata nei singoli luoghi di lavoro.

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