Il giorno dopo la grande retata Roma si sveglia con un pensiero: destra e sinistra insieme per l’ultimo sacco della città: tutti uniti sotto un’unica cupola fascio-mafiosa per drenare sodi da quella che un tempo “era la vacca da mungere”. Ma l’inchiesta non è finita. Come ha annunciato il Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone, un secondo tsunami è in arrivo e dovrebbe travolgere alcuni componenti delle forze dell’ordine, che avrebbero favorito l’intera organizzazione. E per alcuni di loro, si parla almeno di 5 divise, potrebbero arrivare gli avvisi di garanzia.
IL PD TRA COSENTINO E MARRONI
La chiave di lettura di tutta l’operazione che ha portato a 37 arresti, eccellenti e meno, e 100 indagati è nelle intercettazioni. Almeno in quella porzione che è filtrata dall’ordinanza di custodia cautelare da 1200 pagine destinata a diventare la nuova bibbia del malaffare romano. Del gruppo di Destra si sapeva tutto, ma le registrazioni chiamano in causa anche insospettabili come il segretario romano del Pd, Lionello Cosentino: E’ proprio un amico nostro”. E poi gli incontri chiesti (non è dato sapere se poi l’esito sia stato positivo) con il vicesindaco Luigi Nieri, sino alla fame di denaro che avrebbe coinvolto il consigliere regionale Eugenio Patané (sempre Pd) per “pilotare” appalti alla Regione.
ODEVAINE E GLI IMMIGRATI
“Così ci si infilano tutte le caselle”, dice Buzzi intercettato. E il riferimento è al vicecapo d Gabinetto di Veltroni, Luca Odevaine, per il quale la cupola vorrebbe un posto come capo di Gabinetto di Marino. Proprio su Odevaine il Gip è categorico: pericolo di reiterazione dei reati stante “la gravità e il numero dei reati commessi, esteri per un periodo superiore ai tre anni, la sua capacità di penetrazione delle istituzioni, la sua pervicacia a piegare le funzioni che svolge all’interesse suo personale e quello dei suoi corruttori, quale evidenziato dai fatti contestati, che ricostruiscono solo una parte della sua illecita attività sono elementi che depongono per un’intensissima pericolosità sociale”. All’ex capo della Polizia Provinciale si contesta “nella sua qualità di appartenente al Tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale” di aver compiuto atti contrari ai suoi doveri d’ufficio “al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dai soggetti economici riconducili a Buzzi e Coltellacci (entrambi della società Eriches 29)”. In cambio Odevaine “riceveva una retribuzione di 5.000 euro mensili”. Nello stesso capo d’imputazione è citato anche Mario Schina (responsabile del Decoro urbano del Comune dal 2005 al 2007 durante la giunta Veltroni) finito agli arresti domiciliari, ritenuto “intermediario” in cambio di 1.500 euro mensili.
LE PRIMARIE
E’ l’ottobre del 2012 Carminati parla con Buzzi: “Come siete messi per le primarie?”. La risposta la dice lunga sulle capacità di investimento: «Stiamo a sostene’ tutti e due… avemo dato 140 voti a Giuntella e 80 a Cosentino che è proprio amico nostro.”.
Poi il ripensamento a novembre. E’ sempre Buzzi che spiega al Guercio: «Noi oggi alle cinque lanciamo Marroni alle primarie per sindaco eh!”. Quindi l’analisi politica. E’ il 22 gennaio del 2013: “È vero, se vince il centrosinistra siamo rovinati, solo se vince Marroni andiamo bene”.
I RIFIUTI
Dice Buzzi, re delle cooperative sociali: “I nostri assi nella manica per farci vince la gara dovrebbero essere la Cesaretti per conto di Sel, Coratti che venerdì ce vado a prende un bel caffè e metto in campo anche Cosentino”. E sempre in casa Pd, la campagna acquisti arriva sino al presidente dell’Assemblea comunale, Mirko Coratti: “Me lo so’ comprato, ormai gioca con me”.
IL SOCIALE
Per Buzzi destra e sinistra sono la stessa. cosa. Quando nel 2013 l’assessore Luca Gramazio è indeciso su una proroga alle coop, il solito imprenditore è categorico: “Me la proroghi a sei mesi, arrivi a dopo le elezioni… se li famo tutti in santa pace, qui c’hai pure gente che ti vota… così ci costringi a fare le manifestazioni”. Il ricatto è chiaro: l’organizzazione è in grado di gestire anche i disordini all’interno dei campi accoglienza, pilotando quelle “rivolte” che sfociano in manifestazioni che mettono in cattiva luce l’amministrazione comunale.

Seguici su
LE MANI SULLA CITTA’. Le intercettazioni dell’Uomo Nero Massimo Carminati chiamano in causa il segretario Lionello Cosentino e il deputato Umberto Marroni. Si aggiungono a Coratti (“Me lo sò comparto gioca con me”), Ozzimo e Patané, riferimento alla Regione. Le indagini estese anche ad alcuni appartenenti alle forze dell’ordine che avrebbero favorito l’organizzazione. Il ruolo di Luca Odevaine, definito di “intensissima pericolosità sociale”, in cambio di 5000 euro al mese. I VIDEO

