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Bufera sul Consiglio Regionale. “Le donne non vanno uccise, vanno scop…”

Mentre era in discussione una mozione presentata dalla consigliera Marta Bonafoni, si è levato un commento: “Le donne non vanno uccise, le donne vanno scopate”. Il caso scuote l’aula della Pisana e pronta arriva la denuncia di come le istituzioni siano lo specchio del paese. La dichiarazione d’intenti impegna la Giunta Zingaretti a prendere una serie di misure urgenti contro la violenza sulle donne

In tutta questa vicenda sono due le cose che fanno scalpore: in primis le parole che sono state usate, poi il luogo dove sono state pronunciate. Poco importa che non si conosca l’autore degli insulti, il fatto è che nel corridoio della Pisana qualcuno ha commentato la discussione sul femminicidio con queste parole: “Le donne non vanno uccise, le donne vanno scopate”.

Ben lontano da poter essere ritenuto un intervento a favore della mozione presentata dalla consigliera Marta Bonafoni, il commento è stato ripetuto e denunciato anche in aula dalla consigliera Daniela Bianchi, esponente del gruppo “Per il Lazio”. “C’è una questione aperta sulla visione sessista della nostra società – ha commentato la consigliera – non è tanto la qualifica del ruolo di chi abbia detto questo, quanto il fatto di averla ascoltata in un corridoio come il nostro, dal momento che c’era un dibattito in aula proprio su una mozione che parlava di femminicidio”.
Il Consiglio regionale ha poi proceduto ad approvare quella che è una dichiarazione d’intenti, una mozione che impegna il presidente della Regione e la Giunta ad una serie di “misure urgenti per il contrasto della violenza di genere sulle donne-femminicidio”. Marta Bonafoni, che ha proposto la mozione, ha stigmatizzato l’episodio: “Non dobbiamo essere sorpresi, è una denuncia ulteriore di quale sia lo stato dell’arte e culturale anche nei luoghi delle istituzioni che sono lo specchio del Paese e viceversa.
Con la mozione si chiede, in particolare, di provvedere: “al rifinanziamento e alla diffusione dei centri antiviolenza; alla previsione di una discussione sull’istituzione di un Osservatorio regionale sulla violenza di genere; all’istituzione di una rete regionale operativa tra tutti i soggetti coinvolti per contrastare la violenza di genere, per promuovere attività di prevenzione e garantire adeguata accoglienza, protezione e sostegno alle vittime di maltrattamenti; all’immediata convocazione di un tavolo con le organizzazioni non governative e le associazioni operanti nel territorio regionale nella lotta contro la violenza di genere, per l’individuazione delle misure di contrasto del femminicidio e di ogni forma di abuso e discriminazione nei confronti delle donne”.