Erogazione di ossigeno interrotta in alcuni padiglioni dell’ospedale San Camillo Forlanini. “Un atto doloso” per la Direzione generale dell’Azienda ospedaliera che ha riferito come il personale tecnico, prontamente intervenuto, ha individuato la sede dell’interruzione e ripristinato le condizioni di sicurezza dell’impianto.
“I preliminari accertamenti – aggiunge – non hanno escluso la natura dolosa del guasto e sulle cause e circostanze dello stesso stanno indagando i carabinieri della stazione Monteverde prontamente intervenuti sul posto”.
PAZIENTI ASSISTITI DAGLI INFERMIERI. Il personale infermieristico e medico ha assicurato la continuità delle cure, garantendo l’assistenza respiratoria con device d’emergenza”. “Si ringrazia il personale tutto dell’azienda che adoperandosi con la consueta professionalità e tempestività ha garantito la continuità delle cure ai pazienti ricoverati”. si legge nella nota della Direzione generale dell’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini.
SVENTATA STRAGE. Un fatto gravissimo per il governatore Zingaretti. “Ci auguriamo che su questa inquietante vicenda venga fatta presto piena luce individuando le cause che hanno provocato la riduzione del flusso al reparto di terapia intensiva. Dai primi rilievi sembrerebbe che a provocare la disfunzione sia stata una manomissione”. Mentre piovono i ringraziamenti al personale c’è chi parla di “sventata strage” come il consigliere regionale Fabrizio Santori. “Il San Camillo soffre già di gravi carenze e di disservizi enormi come il pronto soccorso ormai al collasso, non vorremmo che a questi si aggiungessero anche episodi di illegalità in grado di provocare preoccupazione tra i pazienti e inefficienze ancora più onerose per la collettività”.
PRONTO SOCCORSO SOVRAFFOLLATI. La maglia nera del martedì 13 gennaio è toccata al Policlinico Umberto I con oltre 130 pazienti in attesa con ambulanze bloccate per molte ore nei Pronto Soccorso perchè non c’erano più posti per liberare le barelle. “Le Centrali Operative del 118 – sottolinea la sottolinea la Fp Cgil di Roma e Lazio – in questo caso, cercano di trasportare i pazienti nei Pronto Soccorso anche se lontani dal luogo dell’evento, purche’ siano meno affollati per evitare l’inevitabile “blocco delle ambulanze”. Tale iniziativa ha certamente alleggerito alcuni Pronto Soccorso, ma ne ha sovraccaricato altri. Di fatto tutti i Pronto Soccorso di Roma e Provincia hanno trattenuto le ambulanze del servizio 118.
“Ogni sforzo che l’ARES 118 sta sostenendo, con tutte le carenze di personale (mancano circa 700 dipendenti) e logistiche (ambulanze obsolete per cui la Regione Lazio ha promesso un finanziamento specifico, ancora non realizzato) – denuncia la FP CGIL di Roma e Lazio – non puo’ certo risolvere un problema di “organizzazione di sistema”.
LA CABINA DI REGIA. La Direzione regionale della sanità e Direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere di Roma e Ares 118, hanno stabilito un percorso per definire le azioni utili a controllare il fenomeno del sovraffollamento: la criticita’ da affrontare e’ quella relativa alle persone visitate ma in attesa di ricovero o trasferimento. La cabina di regia ha deciso di potenziare le attivita’ ricettive con l’implementazione di posti in medicina e nelle osservazioni brevi, resettare, salvaguardando gli interventi urgenti, i ricoveri d’elezione e accelerare i percorsi di dimissione al fine di alleggerire l’attuale pressione sui pronto soccorso; utilizzare la disponibilita’ avanzata alle strutture accreditate per l’utilizzo di almeno il 50% dei posti letto ordinari di area chirurgica e medica e infine monitorare quotidianamente l’evoluzione della situazione con rilevamenti dello stato di fatto alle ore 8, 14 e 20 di ogni giorno cosi’ da poter intervenire sulle eventuali criticita’ appena si evidenziano; superare la gestione del posto letto da parte del singolo reparto, ma programmata e utilizzata in una logica di sistema.

