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Chiama Roma 060606, risponde Crotone. In Calabria 80 ex stagisti con super mappe

Il Contact Center del Comune cambia “voce”. Mentre ai 200 dipendenti Almaviva vengono fatte firmare le dimissioni sotto forma di “mobilità volontaria”, al sud il colosso dei call center, la Abramo Customer Care, prepara 80 ex stagisti per gestire un’appalto da 10 milioni di euro vinto con un ribasso monstre del 30% che ha messo fuori gara i concorrenti romani. Per aiutare gli operatori a gestire le 200mila chiamate mensili di romani e turisti maxi, schermi ai pc e mappe online delle vie della città eterna. Con buona pace del sindaco Marino che aveva promesso come la sede primaria sarebbe rimasta Roma. LE IMMAGINI e I DOCUMENTI

di Alberto Berlini

“Unico requisito: padronanza della lingua inglese”. L’ultima novità dell’era Marino è targata Crotone. Occorre infatti arrivare fino in Calabria per capire la reale portata della rivoluzione dettata dalla Spending Review che dal primo aprile cambierà il volto, o meglio la voce del servizio di call center “ChiamaRoma 060606”.
Il Contact center di Roma Capitale nella versione che romani e turisti hanno sempre conosciuto si fermerà infatti alle 21, dopodichè il “centralone” gestito da oltre 200 dipendenti di Almaviva verrà smantellato. E’ l’effetto del bando da oltre 10 milioni di euro vinto dalla azienda calabrese Abramo Customer Care con ribasso monstre pari al 30,55%: dalle 8 di mercoledì 1° aprile infatti le chiamate effettuate al servizio di assistenza del Comune di Roma verranno gestiti a 600 chilometri di distanza. Con buona pace del sindaco Marino che lo scorso ottobre, in piena contestazione da parte dei lavoratori Almaviva, aveva fatto intendere che il servizio non sarebbe stato delocalizzato. Infatti nel chiarire come il bando Consip privilegiasse l’offerta economicamente più vantaggiosa, Roma Capitale faceva presente come “la società risultata prima avesse individuato due sedi nel territorio nazionale e, in particolare, la sede primaria a Roma”. 

Dopo 5 mesi la promessa è stata disattesa: mentre il 10 marzo sindacati, delegati della società Abramo e amministrazione comunale confermavano ancora la volontà di selezionare 58 lavoratori da assumere presso la sede di Roma, è l’annuncio dello stesso Campidoglio a mettere nero su bianco come il “centralone” sarà gestito dalla sede di Crotone dell’Abramo Customer Care, un colosso da 3mila dipendenti e, forte di appalti con Tim, Enel, Vodafone, 120 milioni di euro di giro d’affari messi a bilancio nel 2009. Alla guida della holding c’è Sergio Abramo, ex consigliere regionale nel 2005 e primo cittadino di Catanzaro per il terzo mandato, già passato alla cronaca per la percentuale bulgara ottenuta nelle elezioni del 2001 che lo consacrò con il 71,4% quale sindaco più votato d’Italia, e su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio come presidente della acquedotto calabrese Sorical nell’ambito del processo “Acqua sporca 1″.

Formalizzato il contratto per due anni con il Comune di Roma, sarà così il Gruppo  Abramo ad occuparsi delle oltre 200mila chiamate che arrivano al servizio ChiamaRoma, da sempre uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione capitolina: a rispondere alle telefonate ci saranno 130 operatori il cui unico requisito previsto è quello di masticare la lingua inglese. Poco importa se la città eterna l’abbiano vista solo in cartolina: ad aiutarli ad orientarsi ci penseranno le “mappe” del computer. E se tutto questo può sembrare assurdo anche ad un extraterrestre, per chi ha anche solo una minima esperienza della labirintica struttura capitolina viene chiedersi come potranno gestire il complesso burocratese senza una accurata conoscenza della città, dei suoi romanissimi impicci e dei suoi azzeccagarbugli.
Se a pensar male si fa peccato, basta dare un’occhiata agli annunci di lavoro apparsi sui locali quotidiani calabresi per farsi qualche idea in più: solo dal 3 marzo – come riportato dal quotidiano online “La provincia Crotonese” – sarebbero infatti iniziati i corsi per la formazione dei circa 130 dipendenti che saranno chiamati a espletare le funzioni connesse al servizio inbound. I candidati – si legge ancora sulle pagine del quotidiano locale – reclutati fra ex stagisti, ex contrattisti e dipendenti interni assunti con contratti a tempo determinato per 3-9 mesi finiranno il corso proprio nel giorno dello switch off del servizio per poi venire “sottoposti a ulteriori test, sia per la conoscenza della lingua inglese, che per le competenze relative alla lavorazione del servizio”. Secondo il quotidiano locale l’azienda intende gestire la commessa con solo 80 dipendenti, contro gli oltre 200 che attualmente si occupano del servizio. Nei mesi successivi è previsto poi il raggiungimento del numero complessivo di 130 operatori.
A togliere ogni dubbio sulle capacità operative viene in aiuto un inciso. La commessa aggiudicata dalla Abramo Customer Care Spa verrà gestita dalla sede crotonese dell’azienda che “verrà espletata sempre nel complesso Datel di viale stazione dove è stata allestita una nuova sala nei locali che prima ospitavano l’Agenzia delle entrate. La sala sarà multifunzionale e dotata di Pc nuovi con schermi più grandi, necessari a visualizzare la mappa online delle vie di Roma che sarà fornita agli operatori attraverso un nuovo software”.

IL QUADRO REALE. Tolta dunque dal politichese degli annunci, fuori dall’ombra delle promesse non rispettate, il 31 marzo segna il giorno della consegna del servizio “voce amica” di Roma ad operatori chiusi in una sala a Catanzaro e non a Roma come lasciato intendere ad ottobre dal sindaco Marino; a fronte dei 200 dipendenti di Almaviva che stanno firmando le dimissioni, accettando la cosiddetta ‘mobilità volontaria’, 80 operatori davanti ad uno schermo dovranno immaginare di essere a Roma per tele-guidare romani e turisti a 600 chilometri di distanza. Una costosissima lettura di informazioni contenute in gran parte nelle labirintiche pagine del sito web del Comune di Roma.
Nell’attesa della prova del nove e che il Campidoglio termini la messa a punto dell’applicazione che permetterà ai cittadini di accedere direttamente dal proprio smartphone o tablet ai servizi del contact center, per consentire l’aggiornamento dei sistemi informativi e il passaggio tra vecchio e nuovo gestore, è intanto previsto lo switchoff del sistema, mentre già dal 30 marzo sono state sospese le attività di registrazione e identificazione sul portale e presso gli sportelli municipali. La morale è racchiusa nelle parole stesse del Comune: “Quando il 1° aprile il servizio del ChiamaRoma tornerà operativo si potrebbe verificare qualche ritardo nei tempi di attesa, anche a causa dello spostamento delle linee. L’Amministrazione Capitolina si scusa per il disagio”.