“Negativa”. Non poteva essere che questa la valutazione di Confcommercio Lazio sulla situazione drammatica in cui si trova una regione provata fino allo stremo da un crisi che non accenna a passare: i consumi nel 2014 subiranno un ulteriore calo dell’1,1% e le previsioni per il 2015 non sono di certo rosee: la “ripresina” non porterà le famiglie a spendere e se i consumi risaliranno di certo non lo faranno per più dello 0,3%.
I dati relativi al primo trimestre del 2014 diffusi dalla Confcommercio Lazio dipingono uno scenario fosco: la valutazione si basa sull’analisi della “variazione dei consumi media annua 2013-2014, che seppure inferiore alla media nazionale (1,3%) non lasciano di certo “aria” alla ripresa del commercio. Anche la percezione che hanno i consumatori della propria capacità di spesa va peggiorando e l’indice di disagio sociale è salita di quasi mezzo punto a causa della disoccupazione.
I senza lavoro nel Lazio hanno raggiunto la cifra record delle 310 mila unità, una crescita del 14.3% rispetto al 2012. Allarme rosso per il tasso di disoccupazione giovanile: quasi un ragazzo su due, tra i 15 e i 24 anni non trova lavoro. “Il differenziale tra costi e stipendi – commenta Confcommercio Lazio – ci dà la misura dell’inefficienza e dell’inefficacia delle nostre politiche economiche”.
In ultimo il dato del prodotto interno lordo che stigmatizza una ripresa davvero debole, specialmente se messa a confronto con quella delle regione del Nord: se in lombardia ci si aspetta una crescita del Pil nel 2014 dell’1,2%, il Lazio si potrà attestare al massimo allo 0,6%.
“Serve investire risorse e progettualità nel terziario – conclude la confederazione delle imprese del Lazio – l’80% del pil regionale è costituito da micro piccole e medie imprese, un’area vasta che va dal commercio tradizionalmente inteso, ai servizi alla persona, dall’Ict al mondo delle professioni. E’ questa la strada del rilancio”.

