di Ennio Lamberti
Sarà Il centro della Janseen a Borgo S. Michele il sito dove si produrrà a livello mondiale il farmaco di nuova generazione per battere l’epatite C “Simeprevir”. Si tratta di un nuovo prodotto che va ad infoltire la schiera dei farmaci innovativi contro l’epatite C e che permette di debellarla in 12 settimane. E’ un inibitore della proteasi NS3/4A ed è indicato per il trattamento dell’epatite C cronica in combinazione con interferone pegilato e ribavirina per pazienti infetti da HCV con malattia epatica compensata, inclusa cirrosi, pazienti a rischio fegato carcinoma, trapiantati che non possono tollerare gli effetti collaterali prodotti dai farmaci a base di interferone . L’epatite C viene cancellata dall’organismo nel 90% dei casi con un ciclo di cura di tre mesi, la particolarità del nuovo farmaco sta nell’assunzione che è per via orale.
La buona notizia della scelta operata dalla multinazionale conferma il ruolo strategico polo farmaceutico pontino che funziona come attrattore di ingenti investimenti, 80 milioni di euro dal 2016 al 2021, e con ricadute positive in termini occupazionali. Per sottolineare questa funzione trainante nel sistema produttivo regionale ed anche l’importanza dei finanziamenti destinati alla ricerca, oggi lo stabilimento, all’avanguardia per dotazioni tecnologiche e sistemi di controllo, è stato visitato dal ministro della salute Beatrice Lorenzin e dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti accompagnati nel tour da Massimo Scaccabarozzi amministratore delegato della Janseen italia.
“Gli enormi progressi compiuti dalla ricerca farmacologica e la conseguente offerta di soluzioni terapeutiche all’avanguardia, mirate al massimo recupero dei pazienti affetti da malattie gravi e invalidanti come l’epatite C, hanno rivoluzionato l’intero percorso di cura – ha detto Massimo Scaccabarozzi – Simeprevir amplierà l’arsenale terapeutico per il trattamento dell’infezione da Hcv e il suo ingresso nella pratica clinica porterà, per la prima volta, una reale modifica della storia naturale della malattia”.
L’epatite è oggi un’emergenza sanitaria globale , in base ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, conta nel mondo 180 milioni di persone cronicamente infette, pari al 2% della popolazione mondiale. In Italia si calcola che i malati siano 2 milioni e circa 300mila nel Lazio. Di Epatite C dunque oggi si può guarire definitivamente ed in poco tempo, ma pesa il costo della terapia: un ciclo di cura con uno dei nuovi farmaci della famiglia degli inibitori della proteasi costa in Italia dai 50 agli 80mila euro.
La Regione su questa materia nonostante i costi altissimi ha assunto una posizione molto aperta. È stata istituita una Commissione regionale che ha stabilito delle Linee Guida di indirizzo, conformi a quelle nazionali e in accordo con quanto suggerito dalle Società scientifiche che indicano i criteri per identificare i pazienti da avviare con maggiore priorità al trattamento con questi farmaci e ha indicato i 14 Centri specialistici del Lazio autorizzati a prescrivere.
La disponibilità del farmaco in Italia avverrà nei prossimi giorni dopo la pubblicazione dell’autorizzazione Aifa nella Gazzetta ufficiale con le modalità della distribuzione diretta, cioè nei centri pubblici autorizzati, e dopo la pubblicazione , che però sarà contestuale all’immissione in commercio del farmaco, da parte dell’Aifa dei criteri di eleggibilità dei pazienti che possono essere ammessi al trattamento.


