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“Fare le carte” rende ricchi. La maga evade il Fisco per 8 milioni

SOLDI FACILI. A suon di profezie e truffe una cartomante di Latina si era creata un impero economico con tanto di call center personale e 37 addetti che rispondevano al telefono dei clienti attirati dalla pubblicità sulle emittenti televisive locali. Per non lasciare tracce pagava gli stupendi con le carte prepagate. Le indagini della Finanza partite da una denuncia per sfruttamento dei lavoratori. La maga ha evaso l’Iva per 2,5 milioni di euro

Otto milioni di euro occultati, 2,5 milioni di violazione dell’Iva e 37 lavoratori impiegati in nero e pagati ricaricando le carte PayPal. Protagonista dell’incredibile raggiro al fisco una cartomante di Latina, che a suon di profezie e truffe si era creata un piccolo impero economico. A smascherarla sono stati gli uomini della Gardia di finanza, che hanno avviato le indagini in seguito a una telefonata al 117 nella quale veniva denunciato lo sfruttamento di alcune decine di lavoratori di un call center, costretti a turni massacranti di lavoro.
Dagli accertamenti è emerso che la donna aveva messo in piedi, attraverso una trasmissione sulle tv locali, una florida attività di cartomanzia. Per rispondere alle telefonate dei telespettatori che chiedevano consigli, la “maga” aveva anche attivato un call center nel quale lavoravano decine di persone, 37 delle quali sono risultate completamente in nero. Per eludere i controlli delle leggi antiriciclaggio e non lasciare traccia del denaro, la cartomante aveva escogitato un sistema che prevedeva il pagamento degli stipendi attraverso delle carte PayPal prepagate. Gli uomini delle fiamme gialle hanno così accertato che negli anni la donna ha occultato al fisco circa 8 milioni di euro, evadendo Iva per circa 2,5 milioni. Per la cartomante, accusata di frode fiscale e violazione delle leggi sul lavoro, è scattata la denuncia.


In totale sono 4.933 gli evasori totali scoperti dalla Guardia di Finanza da gennaio ad oggi. Hanno nascosto redditi per 17,5 miliardi di euro e 1.771 di loro sono stati denunciati, nei casi più gravi, per omessa dichiarazione dei redditi.
Si tratta di soggetti – spiega la Gdf – che, pur svolgendo attività imprenditoriali o professionali, erano completamente sconosciuti al Fisco ed hanno vissuto alle spalle dei contribuenti onesti, usufruendo di servizi pubblici che non hanno mai contribuito a pagare, intestando spesso beni e patrimoni a prestanomi o a società di comodo.
All’economia sommersa sono legate diverse manifestazioni di illegalità tra cui l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, le frodi in danno del sistema previdenziale e soprattutto lo sfruttamento di manodopera irregolare. Nel 2013 la Guardia di Finanza ha scoperto 19.250 lavoratori irregolari, di cui 9.252 impiegati completamente in nero, da parte di 3.233 datori di lavoro, riscontrando: fenomeni di “caporalato” collegati a gravi forme di prevaricazione e violenza in danno di lavoratori, generalmente immigrati e clandestini, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni igienico – sanitarie precarie ed in violazione delle norme di sicurezza; interposizione di manodopera e fittizi rapporti di lavoro agricolo finalizzati ad ottenere indebite prestazioni previdenziali; irregolarità connesse all’applicazione di forme contrattuali atipiche o flessibili come collaborazioni coordinate e continuative, utilizzo di vouchers e contratti part-time.