Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Parco vergogna del IX Municipio. Manutenzione fai da te

Parco vergogna del IX Municipio. Manutenzione fai da te

Potrebbe essere un vero gioiello, un angolo di paradiso con alberi di alto fusto e cespugli fioriti tra le palazzine ordinate della Ferratella, nel IX municipio. Invece il parco tra via Cesare Pavese e via Vittorini, una volta orgoglio dei residenti, è ridotto in stato di abbandono. Panchine rotte, fontanelle dell’acqua all’asciutto da anni, buche e vialetti sconnessi; al centro del parco c’era persino una pista di pattinaggio ormai trasformata in una grande pozzanghera di fango.
Solo la buona volontà e l’impegno di alcuni abitanti della zona, che si sono costituti nel  Comitato Verde Ferratella e che provvedono alla manutenzione ordinaria del verde, consentono di poter utilizzare l’area. L’anima del gruppo di signore “giardiniere” è la battagliera Giuseppa Brancatisano: è lei che ha organizzato dei veri e propri gruppi di lavoro per ripulire l’erba dall’immondizia trascinata dal vento dal vicino mercato e raccolto fondi per l’attività.
“Il Comune purtroppo non interviene da anni, e per salvare il polmone verde del nostro quartiere ci siamo dovuti rimboccare le maniche”, racconta la signora. “Tutte le sere a partire dalle 18 chiamiamo a raccolta i volontari e le volontarie per gli interventi di manutenzione, che noi consideriamo vere e proprie sessioni di ginnastica equivalente”.
La mancanza cronica di fondi a disposizione del municipio, costringe i cittadini all’autogestione: “I cestini per l’immondizia li abbiamo comprati e posizionati noi, l’Ama qui non si vede anni; ci siamo autotassati per consentire i lavori di potatura, ma ci sono alcuni interventi che noi non possiamo fare. I vialetti sono pericolosi e il rischio è qualche anziano cada, le panchine sono ormai tutte distrutte, nessuno viene mai a innaffiare; inoltre le potature non vengono effettuate da anni e ogni tanto qualche grosso ramo si schianta per terra”, racconta la signora Giuseppa.