di Claudio Roma
Mentre il cronista scrive, con i soliti bisbiglii di guerra è in corso l’assemblea regionale del Pd. Si dice che possa scattare una mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale segretario, Fabio Melilli, in realtà sempre forte abbastanza per resistere e andare avanti. È quindi inutile occuparsi di questo.
Invece sarebbe interessante capire se il principale partito della coalizione di governo – a livello nazionale, regionale e romano – intenda pronunciarsi sulle questioni sociali più delicate del momento. Ancora si attende una presa di posizione ufficiale sui fatti di Tor Sapienza (poi anche dell’Infernetto). L’opinione pubblica continua a registrare un vuoto di comunicazione, indice evidentemente di una difficoltà politica.
Ciò nondimeno, Melilli potrebbe approfittare della presenza annunciata del vice-segretario nazionale, Lorenzo Guerini, per mettere in chiaro alcune responsabilità. È curioso scoprire, navigando su internet, che il progetto sull’assistenza ai rifugiati politici (Sprar) sia stato da anni attribuito alla Fondazione Cittalia. Si tratta di un organismo dell’Associzaione nazionale dei comuni italiani. È altrettanto curioso scoprire che negli organi della Fondazione, accanto a Presidente e Segretario generale di rigorosa appartenenza Pd, ci sia lo stesso Guerini: è membro, infatti, del Consiglio di Amministrazione. Infine è ancora più curioso registrare che la Fondazione non abbia dato alcun segnale sulle difficoltà emergenti nella periferia romana, come se l’accoglienza dei rifugiati non incontrasse da tempo un potenziale movimento di reazione dei residenti.
Il paradosso è che proprio Guerini non abbia nemmeno spiegato e continui per altro a non spiegare come mai il silenzio della Fondazione, così a lungo protratto, sia stato all’improvviso interrotto: finalmente, nel Rapporto che essa ha redatto per il 2014, si fa presente l’insostenibilità di alcune situazioni locali. Insomma, solo dopo gli incidenti, è scattato l’allarme. Ora andrebbe appunto accertata la responsabilità di chi ha il compito di organizzare servizi tanto importanti, per altro in virtù di risorse erogate dal Ministero dell’Interno.
Guerini, per tempo, poteva informare Renzi. Invece ha taciuto perché a tacere è stata anzitutto la “sua” Fondazione incaricata di seguire la questione dei rifugiati politici. In questi casi il silenzio è difficile da commentare.

Seguici su
INSIDE. Lorenzo Guerini, numero 2 del Pd, è membro della fondazione Cittalia che gestisce il progetto di assistenza ai rifugiati politici. Solo dopo la guerriglia romana l’ente ha redatto un rapporto nel quale si fa presente “l’insostenibilità di alcune situazioni locali”. Insomma, non poteva non sapere
