Continuano le indagini sull’attentato a Sigfrido Ranucci, a complicare ulteriormente il quadro arrivano le presunte dichiarazioni della ex moglie di Valter Lavitola, Natalia Potenza. La donna avrebbe rivelato alcune frasi pronunciate dal suo ex e lo avrebbe fatto nel corso dell’interrogatorio dello scorso 12 settembre in Procura. Potenza – in base a quanto riporta Libero – avrebbe riferito questa frase ai pm: “Questo scemo – le avrebbe detto Lavitola – non può più essere candidato. Ci hanno fatto vedere una foto in cui Sigfrido si bacia con la Boccia“. Lavitola avrebbe pronunciato queste parole nel maggio 2026, pochi mesi prima che esplodesse il caso. La Boccia citata è l’influencer Maria Rosaria Boccia, già nota per la vicenda legata all’ex ministro Gennaro Sangiuliano.
Si intitola “Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste” il libro con cui Maria Rosaria Boccia racconta dalla propria prospettiva quasi due anni di rapporto con Sigfrido Ranucci. Il primo contatto arriva attraverso un messaggio del giornalista di Report: “Gentile Dottoressa Maria Rosaria…”, da quel momento comincia un rapporto inizialmente legato alla cronaca e all’attività giornalistica che, attraversando incontri, telefonate, confronti e discussioni, finisce per superare quel perimetro. Nel libro Boccia ricostruisce il rapporto attraverso ricordi personali, conversazioni, e documenti, intrecciandoli alle vicende pubbliche che hanno coinvolto entrambi.
Ma Guai a chi lo tocca entra anche in alcuni dei retroscena che, nell’estate del 2026, hanno alimentato la cronaca intorno al giornalista. Un capitolo è dedicato alle donne presenti nella vita e nelle vicende raccontate intorno a Ranucci, non per costruire un catalogo sentimentale, precisa l’autrice, ma per mostrare quanto facilmente amicizie, rapporti professionali, confidenze e conversazioni possano cambiare significato quando vengono estratti dal loro contesto e trasferiti sulle pagine dei giornali. Il Sigfrido privato raccontato da Boccia e quel soprannome, per lei il giornalista è “Superman”.


