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Incatenati per la Pace. “Caffè patrimonio Unesco”

Non mollano i dipendenti e la famiglia Serafini, gestore del Caffè “da oltre 50 anni” e ora sotto sfratto esecutivo. Dal 6 gennaio potrebbero partire i lavori per un albergo a 5 stelle

 “Incatenati” simbolicamente al loro locale, per chiedere aiuto alle istituzioni nazionali e al sindaco e scongiurare la possibile trasformazione in un albergo a 5 stelle a partire da gennaio. Una battaglia che ha visto appelli all’Unesco e interrogazioni parlamentari al ministro della Cultura, Dario Franceschini. Non mollano i dipendenti e la famiglia Serafini, gestore del Caffè della Pace “da oltre 50 anni”, ricorda la signora Daniela, e ora sotto sfratto esecutivo.
Insieme a loro Giulio Anticoli, presidente dell’associazione Botteghe Storiche di Roma e Cna Città storica, e alcuni dei 40.000 firmatari della petizione che chiede di salvare lo storico bar di via della Pace. “Non deve finire così – spiega Anticoli – intanto ieri abbiamo chiamato in causa l’Unesco, a cui, secondo la legge 112 del 2013, spetterebbe la tutela delle botteghe storiche, in quanto espressione dell’identità culturale collettiva. Sempre ieri la parlamentare del Pd, Daniela Valentini, ha chiesto in un’interrogazione al ministro Franceschini di tutelare il Caffè, congelando gli sfratti per sei mesi in attesa di una soluzione”.

Ricorda Anticoli: “L’intervento c’è stato per i cinema storici, non vedo perché non per il Caffè della Pace, che potrebbe diventare un albergo. Comunque, di fatto, sparirebbe uno dei fulcri culturali della città di Roma, dove ancora si riuniscono poeti. Marino? Non si è pronunciato, abbiamo consegnato 40.000 firme senza risposta, chiesto un tavolo con la proprietà ma ancora senza nessun seguito”.
E la signora Serafini fa notare: “In questo momento così particolare di crisi, qui ci sono 25 famiglie che vanno in mezzo alla strada da un giorno all’altro. Sono oltre 50 anni che siamo qui e ora stiamo vivendo un dramma”. “Speriamo – aggiunge – che l’Unesco e il ministro Franceschini rispondano ai nostri appelli. Intanto abbiamo raccolto oltre 40.000 firme, ma forse non è servito a nulla, perché le istituzioni locali e nazionali ancora non hanno preso in considerazione la volontà dei romani. Si parla di salvare le botteghe storiche, ma al momento opportuno non si è fatto nulla”. E adesso? “L’ufficiale giudiziario potrebbe tornare da un momento all’altro. Intanto, si dice che dopo il 6 gennaio potrebbero partire i lavori per un albergo a 5 stelle, nel palazzo di proprietà del Pontificio istituto teutonico di Santa Maria dell’Anima”.