Diciamoci la verità, almeno una volta. Di fronte alla scorrettezza all’incrocio, apostrofare con il classico “cornuto” l’automobilista “avversario”, non basta più. Così c’è anche chi si è preso la briga di realizzare un sondaggio su come reagiscono gli automobilisti (e le signore automobiliste) di fronte a un’infrazione al Codice della strada: insomma, chi insulta chi e con quale epiteto
Partiamo dalle offese: in testa alla classifica c’è chi guida, reo di aver commesso un’infrazione, nel senso che l’epiteto è diretto alla persona. Quindi il classico “cornuto” più la serie di insulti del colorito slang romano. Subito dopo “l’ira stradale” colpisce i prefetti e gli istruttori di scuola guida, seguiti dal ritorno degli insulti alla famiglia: mamme e sorelle in primis. Ma su queste risposte emerge la classica matrice maschilista.
Ma, ad insulto ricevuto, come reagiscono i romani al volante? Fortunatamente più della metà degli intervistati si dimostra maturo e paziente: il 54% afferma infatti di rimanere indifferente e non rispondere alle provocazioni. Purtroppo non tutti i romani sono civili e pazienti, infatti il 46% risponde per le rime o reagisce malamente agli insulti. Tra quelli che reagiscono spicca un 54% di quelli che rispondono insultando e urlando dal finestrino; più raffinato l’applauso ironico di un altro 19% ma c’è addirittura un 30% che non conosce proprio l’eleganza e risponde alzando senza problemi il dito medio.
Ecco di seguito la classifica delle reazioni più comuni degli automobilisti offesi: in testa c’è chi risponde all’insulto gridando in stile “camionista ubriaco”. Poi il classico dito medio, quindi l’applauso. In coda il british style con le scuse, seguito dalla vendetta a colpi di clacson.
Infine, la società assicurativa che ha curato l’insolita ricerca, la Direct Line, ha redatto la speciale classifica delle azioni che trasformano la città in una “guerra continua”. A far perdere il già scarso equilibrio di chi guida è soprattutto l’eccessiva velocità, causa di critiche per il 19% degli intervistati, compensata dall’eccessiva calma recriminata al 16%. Ulteriori pecche che indispettiscono gli altri guidatori sono il nervosismo al volante (10%), il mancato rispetto delle distanze di sicurezza (10%) e la distrazione (8%). Inoltre, sempre secondo i dati del sondaggio Direct Line, il 14% degli intervistati ammette di essere vittima di insulti per le frenate improvvise, mentre un altro 9% per lo stacco della frizione scorretto. Maltrattati anche coloro che non utilizzano le freccee (5%) e chi non rispetta le precedenze (1%).

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IL SONDAGGIO. Dopo aver commesso un’infrazione, metà degli automobilisti confessa di non rispondere alle provocazioni. Gli altri, urlano dal finestrino, applaudono e si vendicano alzando il dito medio. Ma c’è anche agli epiteti si vendica attaccandosi cl clacson. Nel traffico i comportamenti che fanno perdere l’equilibrio sono l’eccessiva velocità, la guida nervosa, la distanza di sicurezza, l’uso disinvolto delle frecce direzionali e la mancata precedenza. I DATI
