Apparse per pochi minuti, ritoccate o volutamente digitate, le scritte fantasiose o provocatorie sul display dei mezzi pubblici romani da tempo finiscono sulla rete. Dal primo “Bufera nun te temo” gli autisti ci hanno preso gusto, ma l’ultima “boutade” ha scatenato più di qualche polemica.
Un “vaffanculo” comparso troneggiava su un autobus di linea a piazza Augusto Imperatore, in pieno centro. La foto, tweettata da Guend4lina_G ha fatto il giro del web. “Oggi in centro.. Il primo #autobus che legge i pensieri, anzi Il Pensiero, degli utenti alle fermate. #atac #Roma”.
Atac comunica di avere “immediatamente attivato un’indagine interna per accertare i fatti e individuare eventuali responsabilità che verranno sanzionate”. “L’uso improprio dei display – comunica l’azienda di trasporto pubblico scusandosi con la clientela – è vietato e censurabile, tanto più se contiene espressioni offensive”. Finì in polemica anche il 30 aprile 2012 quando comparve la scritta ”onore al duce” su un mezzo Cotral. La scritta fece ugualmente il giro del web e allora come oggi finì con una sanzione.
