Doveva essere inserito all’ordine del giorno in occasione della settimana Rainbow, ma nel calendario capitolino della discussione sul registro delle coppie civili non c’è traccia. La giustificazione della Giunta che parla di un argomento non prioritario ha spaccato la maggioranza con la consigliera di Sinistra Ecologia e Libertà, Imma Battaglia, che si dice pronta ad azioni di protesta clamorose se gli accordi non verranno rispettati entro il 17 maggio.
A far saltare il tappo la notizia del nulla osta concesso da parte del Tribunale di Grosseto alla trascrizione nel registro comunale del matrimonio contratto a New York da una coppia omosessuale. “Nelle norme del codice civile italiano non esiste divieto esplicito al matrimonio dello stesso sesso – commenta la Battaglia – Ancora una volta la Costituzione polverizza le ideologie in cui giace impantanata la politica, insieme alle crociate integraliste che fino ad oggi hanno impedito il progresso dei diritti”.
“Da una parte si accende una nuova speranza – continua la consigliera – per chi attende in Italia il riconoscimento dei propri legami affettivi, a dimostrazione del ruolo importante delle mobilitazioni per l’uguaglianza messe in atto da singoli cittadini, da giudici illuminati e da associazioni: per cui invitiamo tutte le coppie che si sono sposate all’estero a seguire l’esempio di Stefano e Giuseppe”.
“Viene messa in evidenza – sottolinea la consigliera di Sel – la doppia discriminazione per molte coppie gay che non hanno le risorse economiche per sposarsi all’estero. Noi vogliamo un Paese dei diritti e di uguaglianza e non di privilegi. E’ quindi anche per esercitare una pressione simbolica a livello nazionale che stiamo portando avanti la nostra battaglia sul registro delle unioni civili a Roma. E’ stata rigettata – in quanto di competenza nazionale – la nostra proposta di iscrizione delle coppie all’anagrafe, contenuta nella bozza di delibera. Alla riunione dei capigruppo – alla richiesta di SEL e M5S di calendarizzare finalmente la discussione sulle unioni civili – è stato risposto che non si tratta di una priorità. Ribadisco invece che, anche in tempo di crisi, l’uguaglianza è sempre una priorità, come dimostra la decisione del Tribunale di Grosseto. Annuncio quindi fin da ora azioni di protesta forti se, non sarà calendarizzata la discussione sulla delibera’.
