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Moschee ovunque: “Invasi”. Monteverde si mobilita

Sono almeno un centinaio i centri culturali che sotto mentite spoglie sono diventati luoghi di culto islamico. Un fiume di soldi dal Medio Oriente finanzia nuove scuole coraniche mentre la preoccupazione che diventino centri di raccolta di estremisti aumenta. Così un intero quartiere è sceso in strada per raccogliere firme contro la nuova sede della comunità bengalese: “Servono maggiori controlli”

Erano garage o locali commerciali, poi sotto la dicitura di “associazioni culturale” sono diventati luoghi di culto per una comunità islamica sempre più in espansione. A Roma almeno un centinaio di 100 moschee ma solo una metà sarebbero quelle registrate e autorizzate. La costruzione di una moschea in piena regola, che sia esternamente riconoscibile come la Grande moschea di Roma, ha infatti bisogno di un iter amministrativo più lungo e complicato. Più facile, invece, continuare ad esistere sotto mentite spoglie, lasciando che l’esterno sia quello di un normale palazzo, senza minareti o altri segni. Dentro, invece, sempre sotto la grande copertura legale dell’associazione culturale, l’immobile sarà usato come vera e propria moschea con annessa una scuola coranica. I fondi da in arrivo da Qatar, Arabia Saudita e Turchia attraverso Fondazioni e Onlus, ma anche dal Banghadesh che, soprattutto a Roma, ha una delle comunità più numerose.

Succede così che un intero quartiere scenda in strada contro l’ennesimo centro culturare. Il XII Municipio XII ha ricevuto la richiesta per aprire un locale in circonvallazione Gianicolense, destinato a ospitare le attività di un’associazione culturale promossa dalla comunità bengalese. La preoccupazione per le vicende internazionali e il radicarsi del terrorismo islamico hanno fatto esplodere una vera e propria islamofobia.

Il movimento Prima l’Italia ha lanciato una raccolta firme per una petizione “contro l’apertura della nuova Moschea nel quartiere Monteverde” arrivando a raccogliere in poche ore sono state raccolte oltre 300 firme, che testimoniano la grande preoccupazione della cittadinanza. “Fermo restando il rispetto verso le diverse culture religiose – dichiara il movimento – in un momento in cui anche causa dell’emergenza libica il nostro Paese è nel mirino del fondamentalismo islamico, riteniamo assolutamente sbagliato aprire nuove Moschee a Roma, specie senza il controllo delle Istituzioni preposte alle quali facciamo appello per verificare l’effettiva destinazione d’uso dei locali. Per questo motivo abbiamo lanciato questa petizione e invitiamo tutti i cittadini contrari a questa nuova iniziativa a contattarci tramite l’indirizzo mail nomoscheamonteverde@gmail.com”.
“Negli ultimi giorni – si legge nel testo della petizione – sono apparsi sui muri del quartiere “Monteverde” dei volantini redatti in lingua straniera, precisamente in bengalese, nei quali si chiede un contributo per la ristrutturazione di un locale sito in Circonvallazione Gianicolense, 223 che viene proposto come luogo di culto islamico; non risulta nessuna richiesta di autorizzazione in tal senso presso le autorità preposte, in particolare per utilizzare i locali in questione come centro di preghiera.”
La preoccupazione che senza la necessaria trasparenza i luoghi diventitino centro di predicazione fondamentalista e centri di raccolta di estremisti islamici.