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Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”

L’associazione Dhuumcatu: “Così siamo bloccati e non possiamo pregare”

Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”
musulmani piazza vittorio 04
La preghiera del venerdì dei musulmani trasloca in piazza Venezia per denuncia. “Così siamo bloccati.Prossimo appuntamento venerdì 21 a piazza Venezia
Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”
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Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”
Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”
Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”
Musulmani “occupano” piazza Vittorio per pregare. “Ridateci le moschee”

La preghiera del venerdì dei musulmani trasloca in piazza: in centinaia hanno pregato all’aperto, in strada, per denunciare la chiusura di cinque sale di preghiera a Roma.

Tre grandi tappeti e centinaia di musulmani seduti a terra, a gambe incrociate. Le scarpe lasciate ai lati dei tappeti e i credenti in posizione simile di preghiera per riprodurre l’immagine di una sala per pregare: questa è la scena che si presenta a piazza Vittorio Emanuele, dove centinaia di musulmani manifestano per sottolineare quanto successo di recente “con la chiusura di cinque sale preghiere a Roma”.

“Ultimamente cinque sale preghiera sono state chiuse perciò stiamo facendo questa quarta tappa della preghiera del venerdì in piazza con l’idea di portare una denuncia e dire che in questa situazione siamo bloccati”, spiega Bachcu, rappresentante dell’associazione Dhuumcatu, organizzatrice del presidio odierno.
“Abbiamo anche un altro appuntamento il 21 a piazza Venezia, con un’altra preghiera in piazza”. L’idea, infatti, è quella di fare un “copia e incolla” di una sala di preghiera nelle piazze, così come la definisce Bachcu.

Dopo un momento di raccoglimento e confronto, i manifestanti hanno iniziato una vera e propria preghie
ra sul marciapiede al lato di piazza Vittorio, dove si è svolto il presidio. Sulla ringhiera della piazza uno striscione rosso appeso dai manifestanti: “Chiudere un luogo di culto è un atto contro la fede”.
“Abbiamo parlato della questione con l’assessorato alle Politiche sociali del Comune e ci ha detto che stanno cercando di capire cosa fare e come intervenire”, conclude Bachcu.