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“Noi autisti Atac, ostaggi di una città. Non siamo assassini ma vittime di un sistema”

LA LETTERA. Dopo la morte del ragazzo travolto in piazza Venezia, una conducente di linea scrive ad affaritaliani.it e spiega: “Sarebbe bello che qualche giornalista un giorno venisse a fare un turno con noi, sarebbe bello che tastasse con mano una realtà troppe volte falsata dai media. Sarebbe bello che la gente iniziasse a guardarci con occhi diversi pensando che anche noi siamo vittime di un meccanismo”

Ai lettori di affaritaliani.it;
ai romani; ai turisti

Dopo l’ennesima notizia che ci vede in prima linea, la morte di un ventenne a piazza Venezia, è scattata di nuovo la gogna pubblica per la nostra categoria, gli autisti, il bersaglio preferito quando si vuole cercare per forza un capro espiatorio per giustificare quello che succede ogni giorno a Roma.
La magistratura accerterá le cause e le circostanze in cui un ragazzo ha perso la vita ma intanto si continua a sparare a zero su di noi… Sarebbe bello che qualche giornalista un giorno venisse a fare un turno con noi, sarebbe bello che tastasse con mano una realtà troppe volte falsata dai media. Sarebbe bello che la gente iniziasse a guardarci con occhi diversi pensando che anche noi siamo vittime di un meccanismo in cui ingranaggi arruginiti e obsoleti stanno portando al collasso il trasporto pubblico ma anche l’intera città.
Siamo tutti ostaggi. La gente è giustamente esasperata… Ci chiedono cosa ci sia di professionale in un autista a Roma. .. Che cos’ha Roma di tanto difficile per noi? E tu sbarri gli occhi e rifletti su una risposta sensata da dare ma le parole non escono perché in testa hai un turbinio di pensieri…
Cos’è Roma? Roma è quella città dove la gente attraversa dove e quando vuole, le zebrature sono mari dove tuffarsi al grido d : “Se me piji so cavoli tua”, o viceversa passerelle da percorrere lentamente con la mano alzata ringraziando automobilisti educati. Roma è dove si fanno 4 ore di fila alle poste, in banca o al pronto soccorso seduti tranquilli a leggere un giornale ma se l’autobus tarda 5 minuti scatta il mitragliamento all’autista. Roma è dove alle rotatorie regna il fai da te e i triangoli sono decorazione urbanistica.Roma è dove i motorini e le microcar fanno zig zag tra le automobili o ti sfrecciano a destra forti di un codice della strada scritto solo per loro.
Roma è la macchina con i sensori speciali sul volante che fanno suonare il clacson appena scatta il verde al semaforo. Roma è la movida di notte a campo de fiori e i lavori in corso di giorno sulla tangenziale. Roma è il traffico il mercoledì per Papa Francesco e la domenica per Francesco Totti. Roma sono i faraoni al Colosseo, gli indiani su un bastone e 20 euro per una foto con uno pseudocenturione che dietro allo scudo nemmeno si vede. Roma è il governo, le ambasciate, il Vaticano, l’olimpico e le manifestazioni quotidiane di tutti contro tutti. Roma sono le biciclette sui marciapiedi, i pedoni sulle piste ciclabili, i furgoni sulle preferenziali e gli autobus contromano. Roma è il tevere che esonda e l’emergenza neve.
Cosa abbiamo noi di tanto professionale per fare gli autisti nella capitale? Cosa abbiamo noi di tanto speciale per garantire un servizio alla guida di mezzi vecchi e fatiscenti che a volte non rispettano il benché minimo parametro di sicurezza?
Noi facciamo con passione il nostro lavoro, siamo figli, nipoti di chi ha lottato per far si che Atac fosse un’azienda rispettabile e degna di offrire ai cittadini un servizio pari alla grandezza della Capitale. Siamo quelli che la mattina indossano orgogliosamente una divisa per portare a scuola i vostri figli, le vostre nonne al mercato e voi a lavoro. Siamo quelli che hanno i bimbi a scuola a 70km e se facciamo una telefonata è solo per accertarsi che stiano bene. Siamo quelli che facciamo lo slalom per non bloccare il traffico. Siamo quelli che amano il proprio lavoro malgrado le difficoltà di ogni giorno, malgrado le parolacce e le offese di chi è costretto ad attese troppo lunghe. Siamo quelli che al capolinea scelgono se cercare un bagno o mangiare un panino al volo. Siamo quelli che lavorano senza contratto da 7 anni con stipendi fermi da secoli.
Siamo quelli vestiti di verde a cui chiedete informazioni in tutte le lingue, siamo quelli che vi aiutano se siete in difficoltà e che vi restituiscono ogni oggetto lasciato sull’autobus. Siamo autisti. Siamo persone e cittadini come voi che pagano le conseguenze di gestioni sbagliate.
Riflettete prima di attaccare gratuitamente. Siamo in mezzo a voi ogni giorno. In prima linea. Per voi e con voi. Condoglianze alla famiglia della vittima ma solidarietà al collega che anche se innocente vivrà ogni giorno della sua vita pensando a quella vita spezzata troppo in fretta.

Patrizia Franchi, conducente di linea Atac