Se i comunicatori tacciono, a raccontare ciò che non funziona alla Regione Lazio ci pensa il vicepresidente Francesco Storace, E’ lui, già giornalista, che diffonde la notizia della notte da paura al 118.
Scrive Storace: “Quattro ore di blackout. La paura di non riuscire a salvare vite umane. Poi, per fortuna, il sistema informatico che si riesce a rimettere in funzione. Tutto questo è accaduto stanotte, presso la centrale operativa del 118 di Roma, in un arco di tempo – riferiscono sindacalisti dei dipendenti – tra le due e le sei del mattino. Ci sono state scene allarmanti, con gli operatori che dovevano prendere appunti al block notes perché il sistema non funzionava, con inevitabili ritardi. Comunque, dice uno dei lavoratori che era di turno e che non vuole farsi pubblicità – ma è difficile capire perché tanto timore – ‘per fortuna è accaduto di notte, quando l’attività è minore, semplicemente perché c’è meno gente in giro’”.
“Di qui la domanda – continua Storace – che tradurrò oggi stesso in un’interrogazione al presidente della regione: ma se questa stessa interruzione – che già in passato c’è stata – si dovesse verificare durante il Giubileo straordinario, che cosa potrebbe accadere? Lo stesso problema potrebbe esserci per l’elisoccorso, necessario per trasportare i malati gravi che un’ambulanza avrebbe difficoltà a condurre in ospedale nella marea umana di via della Conciliazione. Ma se non si attuano neppure le convenzioni che avrebbero impedito ad un bimbo di tre anni di morire tra Alatri, Frosinone e il Gemelli… La Regione ha il dovere di aiutare chi opera a fare bene il proprio lavoro al servizio dei cittadini. Il 118, sia a terra che in cielo, diventi la vera priorità della Regione Lazio”.

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LA DENUNCIA. A informare sul ko delle tecnologie che gestiscono le richieste di soccorso per ambulanze e eliambulanza, il vice presidente del Consiglio regionale, Francesco Storace: “Ma se questa interruzione dovesse verificarsi anche durante il Giubileo?”


