Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Nuvola, fallisce Eur Spa. Comune e Mef nei guai

Nuvola, fallisce Eur Spa. Comune e Mef nei guai

I ritardi nella realizzazione della Nuvola di Fuksas non hanno consentito all’Ente Eur la vendita dell’hotel “La Lama” già completato e che avrebbe dovuto rimpinguare le casse esangui. Sommata al fallimento dell’operazione di riqualificazione del “Velodromo” ha portato ad una esposizione bancaria superiore al capitale sociale. Un punto di non ritorno: o il fallimento o la ricapitalizzazione dell’ente partecipato al 90% dal ministero dell’economia. Con effetti sullo spread e sulla credibilità dell’intero paese

Avrebbe dovuto essere il biglietto da visita della Capitale in vista dell’imminente Expo, invece la Nuvola di Fuksas rischia di essere il simbolo del fallimento di un ente che amministra uno spicchio di città. Il Consiglio di Amministrazione di Eur SpA ha deliberato la richiesta di ammissione al concordato in bianco al Tribunale di Roma. La decisione dopo l’Assemblea Straordinaria del 9 dicembre scorso e dell’incontro con il Ministero dell’Economia e delle Finanze da cui è emerso un chiaro orientamento sulla strategia da tenere: la procedura concorsuale cautelerà la società, che dovrà predisporre, entro almeno 60 giorni, con eventuale proroga concessa dal giudice preposto, un piano di ristrutturazione.

“La richiesta di concordato in bianco ci consente di prendere tempo. In questo modo, per quattro mesi non saremo aggrediti dai fornitori – spiega il presidente di Eur spa Pierluigi Borghini – L’assemblea dei soci ha deciso di percorrere la strada del concordato che ci consente uno stand-by per avere il tempo di elaborare un piano di ristrutturazione individuando le soluzioni migliori”. L’organo amministrativo resterà in carica e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione sarà affiancato da un commissario giudiziale nominato dal Tribunale. Il piano dovrà individuare le possibili soluzioni per dare continuità alla sua funzione costitutiva ed al completamento delle opere in corso.
L’Ente Eur è una società nata nel 2000 per la gestione e lo sviluppo immobiliare dei beni dell’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, una società per azioni partecipata al 90% dal Ministero dell’Economia e per il 10% Roma Capitale. Dispone di un raro patrimonio di opere monumentali oltre a 70 ettari di parchi e giardini. Nonostate questo l’ente è da anni in palese difficoltà finanziaria, complice anche gli infelici investimenti come la realizzazione del Centro Congressi “La Nuvola” concepita dall’archistar Fuksas, e la cui realizzazione rischia un colpo mortale. I ritardi nella consegna dell’opera hanno fatto infatti saltare la vendita del correlato hotel “La Lama”, un’operazione che nei progetti già di Veltroni, avrebbe dovuto consentire la sostenibilità del progetto e rimpinguare le casse esangui.
Questo, sommato al fallimento dell’operazione di riqualificazione del “Velodromo” ha portato Eur Spa ad esposizione bancaria superiore al capitale sociale. Un punto di non ritorno che può essere affrontato o con il fallimento programmato o con la ricapitalizzazione. Certo, far fallire un Ente partecipato al 90% dal ministero dell’economia e al 10% dal Comune può avere effetti nefasti sia sullo spread che sulla credibilità economica dell’intero paese.

Nel dedalo delle società controllate si contanto 2 società già in liquidazione: è il caso dalle Marco Polo S.p.A., partecipata da EUR S.p.A. con il 33% del capitale sociale e di EUR Power S.r.l., controllata da EUR S.p.A. con il 51% del capitale sociale.
La notizia arriva il giorno dopo l’attacco del Movimento 5 Stelle che sottolineava come alcuni dirigenti ed ex dirigenti di Eur Spa siano indagati nel vespaio di ‘Mafia Capitale’ e come fu lo stesso Matteo Renzi, ad anticipare la liquidità ad Eur S.p.A. per 100 milioni di euro, un travaso di fondi pubblici giustificato con la necessità di pagare imprese e fornitori che però Eur S.p.A si è affrettato a smentire: “Soldi mai arrivati”.
Negli ultimi giorni l’ente aveva attirato anche le attenzioni del presidente del IX Municipio, Andrea Santoro che aveva chiesto a gran voce la chiusura di una società, a suo dire, “implicata nella maggior parte delle inchieste degli ultimi anni: dallo scandalo Mancini ai filobus, dal rugby al 3 Fontane ai punti verde qualità fino al campo nomadi di Castel romano. Serve pulizia e dobbiamo fare una considerazione su cosa vuole essere Eur spa. Questo ente non può essere ricordato come quello dei 20 milioni per la parcella di Fuksas e quello che ha prodotto Riccardo Mancini. Forse è arrivato il momento di pensare ad un controllo più efficace da parte del Comune di Roma”.