È nel Lazio il maggior livello di consumo in Italia di farmaci. Nel 2013, infatti, la Regione “presenta un consumo di medicine molto al di sopra della media italiana e anche la spesa sanitaria pro capite sfiora i duemila euro all’anno: secondo i dati della dodicesima edizione del Rapporto Osservasalute nel Lazio si spendono 1.923 euro a testa, a fronte di “un valore medio italiano di 1.816 euro”.
La ricerca, pubblicata dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e presentata all’Università Cattolica traccia una vera e propria cartella clinica dei cittadini e così si scopre che il 23,6% della popolazione del Lazio con più di 14 anni fuma almeno un pacchetto di sigarette a settimana, rispetto a una “media nazionale del 20,9%. La mortalità nel Lazio sopra la media nazionale sia per gli uomini che per le donne, così come quella per tumori e per malattie del sistema circolatorio. Tra il 2002 e il 2012, nel Lazio la speranza di vita alla nascita è cresciuta di più per i maschi rispetto alle femmine: i primi, infatti, hanno visto incrementare tale valore “di 2,1 anni (2,4 media nazionale)” rispetto a “1,3” per le seconde.
A influire sulla salute i problemi cardiocircolatori: basti pensare che il 25,6% dei minori è sovrappeso o obeso, mentre il 43,8% della popolazione non pratica alcuno sport. “Nella Regione nel 2013 il 24,0% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo (valore medio italiano 21,5%)”, mentre “il 23,3% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 27,9%)”.
NON SOLO DATI NEGATIVI. Minor consumo di antidepressivi e tasso standardizzato di suicidio più bassi rispetto alle rispettive medie nazionali, inoltre è il Lazio la Regione in cui vivono meno giovani con consumi pericolosi di alcolici. a prevalenza di consumatori a rischio di 11-17 anni è la minore in Italia per entrambi i sessi, pari al 12,0% dei maschi (valore medio italiano 22,0%), al 9,8% per le femmine (valore medio italiano 17,3%), per un totale dell’11,0% dei giovani in questa fascia d’età (valore medio italiano 19,7%)”. Per consumi a rischio s’intendono comportamenti quali “l’eccedenza quotidiana rispetto ai limiti raccomandati” o “la pratica del binge drinking”. È poi “la minore in Italia”, la “prevalenza di consumatori a rischio di 18-64 anni, pari al 14,0% dei maschi (valore medio italiano 19,5%)” e “al 7,9% delle femmine (valore medio italiano 8,7%)”. Mentre “il totale dei consumatori a rischio è il 10,9% degli individui in questa fascia d’età (valore medio italiano 14,1%)”. Sempre in tema di alcol nel Lazio “nel 2012 i consumatori sono il 65,3%, a fronte di un valore medio nazionale del 64,6%”, mentre la “quota di non consumatori è pari al 32,5%, a fronte di un valore medio nazionale del 34,2%”.
