di Fabio Carosi
Insieme all’amico e sodale di coalizione Zingaretti ha chiuso Malagrotta e ha pure festeggiato. Poi Roma è piombata nel caos dei rifiuti ed ora, ad un passo dall’emergenza vera calcolata per fine mese, Ignazio Marino diventa superman dei rifiuti. Solo che i super poteri li prenderà probabilmente il Prefetto Pecoraro al quale non resta altra soluzione che requisire gli impianti di trattamento meccanico-biologico del consorzio Colari, la società che fa capo a Manlio Cerroni.
Demonizzzato per anni, sino all’arresto di inizio gennaio che lo ha posto ai domiciliari, l’ultraottantenne imprenditore che a giugno sarà alla sbarra insieme alla prima linea dele aziende e a due dirigenti regionali, sembra quasi prendersi una piccola rivincita pre-giudizio. Il Comune trema di fronte alle immondizie romane; la Regione fa finta che il problema non esista e così con l’aiuto del ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, non si è deciso di meglio da fare che scippare gli impianti.
Ufficialmente le procedure possibili sono due: prendersi le aziende di Cerroni attraverso il sistema della “requisizione” come se roma e l’Italia fossero in periodo di guerra, attraverso un commissario speciale, oppure salvare la città con il l’articolo 191 del Testo Unico sull’Ambiente che permette al sindaco o al presidente della Regione di emettere un’ordinanza “in materia di tutela ambientale e sanitaria della durata di sei mesi reiterabile non più di due volte” che di fatto consente all’ente pubblico di sostituirsi al privato e nominare un’autorità indipendente che gestisca gli impianti.
In ogni caso sarà una decisione che sancirà due aspetti drammatici: la politica romana, come sostenuto sempre dall’imprenditore, per l’ennesima volta si manifesta incapace di dare una soluzione alla vicenda dei rifiuti e, per Roma si apre una specie di regime dittatoriale con la Regione e il Comune che si prendono manu militari gli impianti privati, in barba ad ogni logica di libertà di impresa e di proprietà privata.
E il commento del ministro Galletti dovrebbe far riflettere Regione e Comune: “Siamo entrati nel merito dell’eccezionalità della situazione, individuando alcuni strumenti immediati che possano evitare di portare Roma ancora in una situazione difficilmente gestibile dal punto di vista dei rifiuti”.
