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Romani messi ko dall’erba dei muri. Allarme allergie: “Problema è lo smog”

La percentuale di pazienti aumenta a livello esponenziale. Superata il periodo della fioritura dei cipressi ora a far paura sono le graminacee. Ma è in arrivo, nel periodo estivo, una nuova patologia, quella relativa all’ambrosia

Sembrano piante inoffensive, cresciute a cespugli sui vecchi muri della città eterna ma i fiori della parietaria officinalis sono estremamente offensivi, perché hanno pollini minuscoli che penetrano profondamente per le vie respiratorie, provocando in poco tempo sintomi asmatici. L’ultimo allarme viene dal 27° congresso della Società Italiana di Allergologia in corso fino a sabato a Roma.

“La situazione è preoccupante – dichiara il professore Domenico Schiavino, Direttore dell’Istituto di Allergologia e Direttore della Scuola di Specializzazione di Allergologia del Policlinico Gemelli – Le allergie e i pazienti aumentano a causa dell’inquinamento ambientale. Questo perché lo smog veicola più profondamente le particelle polliniche per le vie respiratorie, provocando una maggiore sensibilizzazione e una maggiore facilitazione di disturbi respiratori e polmonari”.

La percentuale di pazienti aumenta a livello esponenziale. Preoccupanti anche le impollinazioni di graminacee, una delle allergie più diffuse nella regione Lazio, ma è in arrivo, nel periodo estivo, una nuova patologia, quella relativa all’ambrosia, uno dei maggiori responsabili di allergie respiratorie negli Stati Uniti, arrivato in Italia circa 15 anni fa in seguito all’intensificarsi dei viaggi aerei. Nelle province di Rieti, Frosinone e Latina, invece, in aumento le allergie all’ulivo. Ovviamente non mancano anche altre allergie, più comuni, come quelle alla betulla e al nocciolo.

Tra le proposte degli allergologi per la città di Roma, quella di puntare maggiormente a migliorare la qualità dell’aria, e quella di sostituire piante e alberi, più presenti da un punto di vista ornamentale, con altri arbusti meno allergizzanti, come stanno facendo in alcune città nel nord d’Europa. Fastidi gastrointestinali, ad esempio, come gonfiori o mal di pancia sono tipici non soltanto delle allergie alimentari, ma anche di intolleranze o condizioni: stando ai nostri dati i veri allergici sono il 20% della popolazione, ma più del 30% degli italiani ha sintomi che crede riconducibili a un’allergia”. 

Gli equivoci, secondo gli allergologi, si hanno anche con i sintomi respiratori: una forte sensibilità delle vie aeree che diventano molto reattive a particolari stimoli quali fumo, odori forti, agenti irritanti, può essere confusa con l’asma allergico. “In questi casi – continua il Prof. Massimo Triggiani – una persona su due consulta il web: nel 90% dei casi l’informazione via internet è scorretta, o in toto o parzialmente. E se la diagnosi è errata, il paziente che si rifugia subito in farmaci può incorrere a danni significativi, oltre ovviamente a non curare nulla. Anche quando la diagnosi è corretta, c’è bisogno di attenzione per capire non soltanto il sintomo, ma per individuarne le cause”