“Uno, due, tre: issa”. Come due normali facchini, un po’ alticci, hanno ripetuto l’operazione sino a caricare a bordo di una Fiat 500 un camino di marmo del 1600. Esatto, una serie di blocchi di marmo del peso di circa 300 chili issati a forza nel portabagli dell’utilitaria, trasformata in un furgone. Poi se ne sono andati in giro per Roma.
L’auto non lo strano carico a bordo e peraltro di notte, non è passata inosservata ad una pattuglia del 112 in transito sulla via Aurelia. Così li hanno fermati, più che altro incuriositi da quello che sembrava un tentativo maldestro di entrare nel Guinness dei Primati. Due parole, tanto per capire ed è scattato l’alcool test al quale il conducente è risultato positivo.
Quindi la confessione: quel camino de, 1600, composto da due piedistalli e un’architrave pesante oltre tre quintali e quindi circa un terzo del peso dell’auto, era stato rubato poche ore prima nella casa di un imprenditore romano in viale Eritrea. L’auto, invece, era stat persa in prestito dal padre di uno dei due.
A dispetto della tendenza, i due ladri-facchini sono due romani. Uno ha 38 anni ed è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, l’altro di anni ne ha 39 ed è al suo primo reato si potrebbe dire “di un certo peso”. Per tutti e due l’accusa è di furto aggravato con processo direttissimo per il pregiudicato e denuncia a pede libero per il secondo.
Il camino in marmo è stato restituito al legittimi proprietario. Per recuperalo è dovuto ricorrere ad una squadra di facchini dotati di un furgone adeguato. A tutto avrebbe potuto pensare fuorché due folli gli portassero via da casa un camino che pesava tre quintali. Ah, la Fiat 500 è stata restituita al padre di uno dei due.

