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Scozzese contro Teti. La replica dell’assessore

Scozzese contro Teti. La replica dell’assessore
paolo teti
INSIDER. Abruzzese di origine entra in Anci e poi Ancitel della quale diventa Ad. Poi i contrasti con l’attuale assessore al Bilancio lo trasportano altrove. Sotto la sua gestione Ancitel arriva a fatturare oltre 25 milioni di euro, ma con utili di poco oltre i 300 mila euro. Poi il crollo. E sul futuro c’è chi scommette che “la donna forte” avrà la meglio. LA REPLICA DELLA SCOZZESE
Scozzese contro Teti. La replica dell’assessore

di Claudio Roma

Marino ha stupito tutti nel corso di questi suoi diciotto mesi alla guida del Campidoglio. Anche i più diretti sostenitori, passando dall’entusiasmo alla delusione, hanno sperimentato l’effetto di una imprevedibilità concepita alla stregua di un metodo di governo tutto nuovo. Come avrebbe detto Palazzeschi, dimenticato ma geniale interprete della rima futurista, il “poeta si diverte”: peccato che Marino non debba ricercare tanto nella dimensione poetica il suo consenso, quanto nella concretezza della sua azione di amministratore locale.
Andiamo alle cose amministrative. A sorpresa, dunque, il sindaco ha lasciato trapelare la volontà di nominare un city manager, altrimenti chiamato direttore generale, con l’obiettivo di riorganizzare la macchina burocratica capitolina. Una buona notizia? No, se si pensa che già in passato, all’inizio del primo mandato di Rutelli, si sperimentò infruttuosamente l’idea di una super-manager alla testa dell’esercito amministrativo. Fu un fallimento, a dispetto delle buone intenzioni, dacché in pratica si finí tra segretario generale e direttore generale per alimentare un di più di confusione e incertezza nell’attività quotidiana della burocrazia comunale.
Tuttavia, benché sia poco entusiasmante il ricordo della pregressa esperienza, Marino fa scrivere che la sua intenzione è quella di collocare Paolo Teti nella nuova casella dell’organigramma capitolino. Con ogni probabilità non sarà così, considerando la scarsa empatia tra il candidato e la titolare del bilancio, Silvia Scozzese, vero “uomo forte” della compagine mariniana.
Ma chi è Paolo Teti? Abbruzzese di origine, in pubblico ha il piglio del provinciale, volenteroso e scavezzacollo, che si misura con il duro apprendistato di cittadino della capitale. Ancora studente di giurisprudenza, è assunto nella società di informatica e telematica (Ancitel) dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci). All’inizio, proprio in attesa di conseguire la laurea, passa attraverso i contratti di formazione e lavoro. In Ancitel scala tutte le posizioni aziendali fino a diventare amministratore delegato ininterrottamente per anni (tranne quando assume l’incarico di consigliere delegato della fondazione Ifel per esserne comunque “allontanato” presto poichè in contrasto con la Scozzese, direttore scientifico della fondazione medesima).
Sotto la sua direzione, Ancitel arriva a fatturare oltre 25 milioni di euro, ma con utili di poco oltre i 300 mila euro – dati riferiti al 2009 – e prestazioni di terzi oltre i 10 milioni di euro. Subito dopo, il crollo: il fatturato nel 2013 scende a 14 milioni, con oltre 200.000 euro di perdita nell’esercizio. Malgrado ciò ha proceduto in piena crisi ad assumere il nipote.
Nel suo impegno di amministratore delegato si è distinto in particolare per numerose trasferte all’estero, tutte in compagnia del presidente di Ancitel Osvaldo Napoli, amico di Berlusconi, guarda caso incaricato per conto della presidenza dell’Anci di seguire i rapporti internazionali. Difficile, invece, rintracciare nel lavoro pluriennale di Teti l’attivazione di nuovi servizi per i comuni italiani.
La società, una volta gioiello dell’Anci, è andata perciò fuori binario. Causa non ultima sono stati gli affidamenti diretti ad aziende di fiducia, senza alcuna procedura di evidenza pubblica, anche quando si trattava di soldi provenienti, tramite Anci, dall’amministrazione centrale dello Stato. Inesistenti le tracce di buona pratica, pur essenziale e doverosa in un’azienda di servizi tecnologici, di formazione e valorizzazione del personale interno. Oggi Ancitel, senza più Teti, affronta un percorso accidentato di lenta e faticosa riorganizzazione. Addirittura, dopo il tracollo, la si voleva vendere; adesso invece, alla luce di indirizzi più nitidi di Piero Fassino, appena riconfermato presidente dell’Anci, si tenta la strada della ripresa e del rilancio con possibili nuovi partner industriali.
Questo il quadro, dettagliato e preciso, che avvolge la possibile nomina. Per contro Marino sobilla cronisti e commentatori, alla ricerca sempre d’informazioni fresche non importa quanto attendibili, a descrivere scenari molto distanti dalla realtà o solo dotati di pallida consistenza. Gli elementi a disposizione, con il loro controverso valore, gettano ombra sulla nomina annunciata. È molto probabile che alla fine non se ne faccia nulla, magari per effetto di un’ennesima sorpresa scodellata all’ultimo momento. Teti non passerà e semmai dovesse passare avrà vita dura: parola di Silvia Scozzese.

E dall’assessore Silvia Scozzese è giunta una replica:

“Spiace dover leggere simili articoli che mi attribuiscono una posizione non veritiera nei confronti di Paolo Teti di cui sono stata collega di lavoro e negli anni abbiamo avuto una collaborazione proficua ed armonica. Le scelte saranno fatte, come è giusto che sia, dal Sindaco Ignazio Marino e non sarà la sottoscritta a decidere. Per quanto mi riguarda collaborerò con tutti e con Paolo Teti qualora la scelta ricada su di lui”.

Aggiunge il redattore:

Va subito precisato che lei, nell’articolo dedicato alla ipotizzata nomina del City manager, è chiamata in causa solo due volte e sempre con rispetto. Infatti, la prima volta si accenna unicamente alla “scarsa empatia” tra lei e Paolo Teti; la seconda, proprio alla fine, si fa leva su questo dato per dire che “avrà vita dura” ove,
appunto, fosse nominato.
È chiaro a riguardo che la scelta spetti al sindaco, se non altro perché sta scritto nella legge.
La sua nota, in sostanza, rivela la preoccupazione di ribadire la correttezza di rapporti pregressi e futuri nell’ambito di quella che lei definisce una “collaborazione proficua ed armonica”. Ne prendiamo atto.
Qualora in ogni caso volesse, sempre  con “proficua ed armonica” disponibilità, informare i cittadini di Roma sulle qualità di un candidato che lei conosce così bene,  conti sul fatto che lo spazio di “AffariItaliani” sarebbe a sua disposizione. Lei potrà convenire che sarebbe un contributo apprezzato in un tempo segnato dalla esigenza di togliere al potere tutti i veli di una indebita riservatezza, dando invece di ciò che si fa una spiegazione, direttamente e indirettamente, mediante limpide procedure informative.Di questo, se decidesse di accogliere l’invito, la ringraziamo anticipatamente.