di Fabio Carosi
Viene dal Pd veltroniano, transitato 5 anni nell’Udc di Casini e poi conosce Alfio Marchini, l’unica rivelazione politica delle elezioni del 2013. Oggi è il suo pupillo, capogruppo del suo “mentore” con il quale ha ingaggiato una battaglia senza quartiere, e partendo proprio dai quartieri, contro l’immobilismo della Giunta Marino. Trentaquattro anni, viso d’angelo, Alessandro Onorato sceglie affaritaliani.it per tracciare un bilancio di 9 mesi di governo del sindaco-chirurgo che si sostanzia in una previsione: “Non credo reggerà e noi siamo pronti”.
Bene Onorato, dopo l’anatema, passiamo all’analisi. Pronto?
“Ok, domande secche e risposte brevi, così i lettori non si annoiano. Una premessa, però ribadisco ciò che ho detto in Consiglio Comunale e cioè che in anni di opposizione ad Alemanno pensavo di aver visto tutto. Con Marino ho capito che si può fare anche peggio e i primi 9 mesi di questo sindaco sono il colpo di grazia alla città. E’ triste ma è così”.
Perché il chirurgo è out?
“Assenza totale di progettualità, immobilismo e ipocrisia degli annunci. Aveva promesso una riduzione dei costi della politica e ha assunto 106 consulenti. Il suo capoufficio stampa prende la cifra scandalosa di 170 mila euro l’anno lordi e si è preso persino un traduttore di francese part-time. Tra Comune e aziende Roma ha 62 mila dipendenti, non c’era qualcuno che parlava francese?”.
Però si è ridotto lo stipendio del 10 per cento. Questo è un dato di fatto…
“Un’invenzione pubblicitaria.. Le faccio una domanda? Quanto incide il suo risparmio a fronte di 106 consulenti?”.
Però un progetto c’è. Ha presentato all’Europa il sogno di ogni sindaco, quello di valorizzare il Tevere. Che ne pensa?
Sorride e risponde; “Ne parlano tutti da sempre ma non c’è mai stato – e non c’è neanche ora – un progetto reale. In Commissione non c’è nulla. La verità è che non ha idee”.
Partiamo dalle emergenze. A lei la lista delle priorità.
“Abbiamo due priorità: la prima è la manutenzione dei servizi ordinari, come strade, parchi, fogne e le buche che trasformano la vita di ogni romano in un incubo. Per affrontarle si dovrebbe dotare di una task force dei suoi assessori invece…”.
La seconda?
“La mancanza di una visione, di un progetto per la città. Ad esempio Veltroni aveva la città dell’accoglienza e della cultura, Alemanno la sicurezza. Marino?”.
Con le casse vuote c’è poco da progettare. Le chiede un miracolo come la moltiplicazione dei pani e dei pesci?
“I soldi ci sono, eccome. Basta avere un’idea e la capacità di attirarli. L’ex sindaco Bloomberg ha cambiato il volto di Brooklyn con un piano di riqualificazione: cambio di destinazioni d’uso per chi voleva aprire attività commerciali. E il ristorante l’Antica Pesa di Trastevere oggi ha aperto nell’ex quartiere malfamato. Marino invece è andato alla Bbc per presentare la finta pedonalizzazione dei Fori e si è fatto ridere dietro da mezza Europa”.
Parliamo della squadra. Del lavoro degli assessori, che ne pensa?
“Detesto dare le pagelle e le mie saranno solo valutazioni politiche. Le li indichi, io le rispondo”.
Partiamo con la Cattoi?
“Se non sbaglio è quella che ha tagliato i fondi per gli asili e le materne e il sostegno per il terzo figli. Forse era meglio se continuava a fare il capo ufficio stampa di Marino”.
Caudo?
“Zero delibere, solo una ratifica”.
Leonori?
“Anche per lei zero delibere”.
Ozzimo?
“E’ una brava persona vittima delle promesse elettorali. In teoria avrebbe l’incarico di trasformare il sogno di chiudere i residence e dare 700 euro a famiglia”.
Pancalli?
“E’ un uomo molto competente e dovrebbe avere il coraggio di andare via. Dovrebbe sentire come un insulto la guida di un assessorato con zero fondi in dotazione”.
Estella Marino?
“Una che indica come ad di Ama un indagato per traffico di rifiuti i commenta da sola. E poi la chiusura di Malagrotta fasulla con la trasformazione di Manlio Cerroni in un mostro, il giorno dopo il suo arresto però…”.
Masini?
“Non classificato. Io non credo alla catastrofe meteorologica, a Roma si allaga tutto ogni volta che piove e lui è affondato nel nubifragio mediatico”.
Morgante?
“Bella domanda. Secondo lei è normale che un giudice della Corte dei Conti faccia l’assessore e percepisca due stipendi? E se il Comune decide di fare ricorso contro un giudizio contabile, con quale serenità i suoi colleghi giudicheranno il suo operato? Si chiama conflitto di interessi ed è gigantesco. Il sindaco però ha paura di mandarla via e aspetta che se ne vada da sola”.
Improta?
E’ il più strutturato e il suo vero problema si chiama Marino che lo sfiducia in continuazione”.
Resta il vicesindaco Nieri. Che ne pensa?
“E’ uno dei più operosi ma con una serie di gaffe. Basti pensare alla vicenda del maxiconcorso… Ora deve mantenere la promessa dei rogiti delle case popolari ed evitare la svendita del patrimonio di pregio. La sua delibera la passeremo al microscopio”.
Manca la Cutini…
“Già, manca”.
Senta che ne è della Lista Marchini?
“Abbiamo mantenuto con i fatti la linea contro il consociativismo a costo di perdere qualche pezzetto per strada. Stiamo dalla parte dei cittadini senza se e senza ma. Ci siamo organizzati con una presenza in ogni Municipio e sabato concluderemo la campagna sulle 13 proposte partita 6 mesi fa. Roma ha bisogno di ripensare il proprio modello di governo ripartendo dal territorio. E la metafora cara ad Alfio di Roma-Italia e i Quartieri-Città ,è la radice del nuovo progetto: Città Italia”.
E Alfio Marchini?
“Uno che sa ascoltare. Registra. Elabora e poi decide. Ha il grande pregio della sintesi dei problemi. È in gran forma e con le improvvise accelerazioni a cui ci ha abituato presto sorprenderà molti…”.
