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“Signore ecco il conto”. E clonavano la carta

Alcuni camerieri di noti ristoranti carpivano le bande magnetiche delle carte di credito e le spedivano ai complici che le copiavano su supporti nuovi. Calcolato un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. I carabinieri scoprono la banda italo-rumena di clonatori che operava nel Centro. In 5 agli arresti domiciliari, altre 8 persone dovranno presentarsi ogni giorno dai militari sino al processo

Una banda di quindici persone, di nazionalità romena e italiana, che clonavano carte di credito, è stata sgominata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, dopo otto mesi di indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma.
Sfruttavano l’ingenuità di cittadini stranieri, specialmente nordamericani, in buona fede e utilizzavano un piccolo “skimmer” tascabile per clonare il codice delle carte di credito che gli venivano consegnate al momento del conto.

Sono 3 i camerieri, impiegati in 2 ristoranti di cui uno nel centro storico e uno vicino a San Pietro, finiti nell’operazione “conto salato” condotta dalla stazione dei Carabinieri di San Lorenzo in Lucina, iniziata a giugno 2013 dopo la segnalazione, da parte del titolare di uno dei ristoranti, del pagamento che 3 cittadini romeni avevano effettuato con carte di credito contraffatte.
L’indagine ha fatto luce sull’attività criminale di un gruppo di 13 persone, di cui 5 italiani e 8 romeni, che clonava carte di credito grazie a 3 “camerieri infedeli” a libro paga dell’organizzazione che poi usava le carte per acquistare prodotti in particolare in negozi di telefonia, sfruttando la complicità di commercianti conniventi e rivedeva poi la merce acquistata attraverso canali di ricettatori. Un giro d’affari di 100.000 euro in 3 mesi, scoperto dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro comandata dal maggiore Aniello Schettino, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti delle 13 persone, di cui 5 arresti domiciliari e 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. A capo della banda, un cittadino romeno di 40 anni, pregiudicato e con diversi precedenti penali.

Il “modus operandi” era sempre lo stesso, alla fine del pasto, il cameriere portava al tavolo il conto da pagare. Le vittime affidavano la carta di credito al cameriere che, allontanatosi, effettuava senza farsi notare una “seconda strisciata” della carta all’interno di un dispositivo elettronico skimmer in grado di clonare il codice P.A.N. della carta che poi veniva copiato su supporti magnetici “vergini” ed assegnati agli altri componenti dell’organizzazione che riutilizzavano così le carte contraffatte per l’acquisto di merci di vario genere in negozi “convenzionati”, prevalentemente di telefonia mobile.

Altro ruolo importante era svolto infatti dai commercianti conniventi, tutti italiani, dislocati in varie zone della città come Monteverde, Cinecittà, Castro Pretorio e Camilluccia che, d’accordo con i criminali, consentivano l’acquisto dei prodotti ricevendo in cambio il 15% dell’importo d’acquisto. A questo punto la merce veniva rivenduta tramite canali di ricettatori, anche questi italiani, al 50% del prezzo di mercato. Nel corso delle indagini, sono state 6 le persone arrestate in flagranza di reato per utilizzo fraudolento di carte di credito.
“Un’operazione che fa luce sui rischi legati a un fenomeno che è in crescita anche grazie alle nuove ‘diavolerie’ tecnologiche come i piccoli skimmer tascabili in grado di passare inosservati”, ha spiegato il comandante della stazione dei Carabinieri di San Lorenzo in Lucina, Tommaso De Simone. “In tutto il 2014, abbiamo effettuato 40 arresti per utilizzo di carte di credito contraffatte – ha spiegato il maggiore Aniello Schettino, comandante dei Carabinieri di Roma Centro – Un fenomeno che può essere combattuto innanzitutto evitando di lasciare incustodita la propria carta di credito e misure di precauzione come l’attivazione del servizio di messaggistica che segnala gli acquisti effettuati. Proprio quest’ultimo espediente ci ha consentito di arrestare, stamattina, un cittadino italiano che aveva utilizzato una carta di credito clonata da quella di un cittadino olandese per effettuare un pagamento di 400 euro in un bed and breakfast di Roma”.