Un foro su una borsa, l’occhio indiscreto di una telecamera ad inquadrare le parti intime delle passanti, riuscendo a insinuarsi sotto le gonne. Questo lo “stratagemma” adottato da un 33enne romano fermato dalla polizia alla fermata della metropolitana del Policlinico.
I luoghi preferiti dal “guardone” erano quasi sempre gli stessi: bar, metropolitane, supermercati, uffici postali e tutti quei posti dove è possibile incontrare persone in fila e quindi più facilmente “abbordabili” per effettuare l’upskirt, ovvero riprendere le parti intime delle signore mentre camminano.
Una ragazza però si è accorta del “giochino” ed ha raccontato tutto alla Polizia. In seguito alla denuncia gli agenti del Commissariato Salario Parioli hanno teso una trappola al maniaco appostandosi in borghese nei pressi delle zone dove era stato segnalato compiere le sue “incursioni”.
I poliziotti hanno atteso che l’uomo, già noto alle forze di polizia per precedenti specifici, entrasse in azione e lo hanno bloccato. Messo al corrente del motivo per il quale lo avevano fermato, è stato controllato e trovato in possesso del borsello con annesso cellulare nella cui memoria erano ancora impresse le immagini di numerose registrazioni che ritraevano le parti intime delle donne violate. Al 33enne è stato quindi contestato il reato di molestie a sfondo sessuale e per questo denunciato.
Non è la prima volta che i molestatori hanno usato le videocamere dei telefonini per riprendere le loro prede: nel giugno del 2012 venne arrestato a Fiumicino il “guardone del Leonardo da Vinci” e ritrovato in possesso di un “archivio” con circa 80 immagini ed una serie di video autoprodotti che riprendono le vittime ignare violate nella propria intimità: donne riprese nelle toilette, sui tapis roulant e sulle scale mobili, sedute sulle sedie e ai tavolini o sul posto di lavoro.
