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Spie: “Nessuno è più al sicuro”. Tutti in fila per il Merkel-phone

ESCLUSIVO. Il “guru” delle tecnologie di spionaggio e controspionaggio, Francesco Polimeni, sceglie Affaritaliani.it per spiegare tutti i nuovi sistemi che permettono di registrare audio e video. “Basta una scarpa per avere 15 giorni di chiacchierate su microcard”. Le donne nella classifica degli acquisti di oggetti per tenere sotto osservazione i mariti. E le bonifiche ambientali…

di Fabio Carosi

A casa, in auto. Mentre dormiamo o siamo sotto la doccia. Se poi si sta consumando il classico tradimento e il partner sospettoso si è ben organizzato, non c’è speranza. Telefoni, computer, dischi di memoria e chiavette usb non hanno segreti. L’esempio arriva dall’inchiesta sulle baby squillo dei Parioli: è bastato sequestrare un telefono per trovare i file video degli incontri anche quanto erano stati cancellati.
Tutti e tutto possono essere spiati e non fidatevi del cestino del computer e del telefonino”. Parola di Francesco Polimeni, un ex agente della Polizia di Stato che ha chiuso con le pistole ed e diventato il maggior esperto italiano di spionaggio e controspionaggio, nonché tecnologo dalla mille risorse.
Affaritaliani.it l’ha incontrato nel suo studio laboratorio di Montesacro, una strada stretta e poco trafficata, “perché questo lavoro è meglio farlo senza dare troppo nell’occhio”, sussurra. Il suo regno è come gonnellino di Eta Beta, piccolo ma con migliaia di oggetti incredibili che vanno dai sistemi di controllo della presenza di microspie e microregistratori, sino al kit (in uso anche al Mossad) che permette di aprire qualsiasi tipo di serratura degli appartamenti e delle auto. “perché il primo pensiero quando si vuole scoprire qualcosa – racconta – è dove collocare gli strumenti”.
“Io non lavoro per le forze dell’ordine e per le Procure per mia scelta – spiega – è un settore che non mi interessa. Ho l’abilitazione della Prefettura per la vendita e la commercializzazione e la vendita di prodotti specifici  e il “Nato codification system” che ci autorizza alle forniture per le Amministrazioni della Difesa e gli enti governativi aderenti alla Nato. Attenzione, però: io fornisco solo sistemi certificati e fabbricati in Italia, il meglio del Made in Italy, che non ha niente a vedere con quella zozzeria che si vende a pochi euro dai cinesi”.
Subito le mille domande che suggerisce la filmografia di James Bond. Polimeni, esiste la sicurezza totale?
“No. Movimenti, conversazioni, file: qualsiasi cosa può essere monitorata o registrata. E’ solo un problema di tecnica e tecnologia”.
Bene, come rendere un telefonino sicuro?
“Se è oggetto di intercettazioni da parte della Procura, non rivolgetevi a me. Diversamente ora l’oggetto più richiesto è il Merkel-fonino. Un software che si installa su qualsiasi sistema operativo e che sfruttando un codice di criptatura, consente le chiamate sicure”.
Anche skype si diceva fosse al riparo…
“Io non mi fido di quei sistemi. Vedi whatsapp”.
Chi sono i suoi clienti?
Intanto le donne. Sono in molte che vengono a chiedere di documentare il sospetto di un tradimento.. e poi una serie infinita di portaborse”.
Partiamo dalle signore. Cosa chiedono?
“Prove del tradimento”.
Solita tecnica di investigazione con la “barba finta” che segue il marito?
“Quella è preistoria. Noi vendiamo un micoregistratore che sta nel tracco di una scarpa. La signora ci porta la scarpa, noi lo inseriamo e poi basta aspettare 15 giorni e si avranno tutte le registrazioni delle conversazioni del marito. Ammesso che non cambi troppo spesso scarpe”.
Cioé la signora estrae la card dal tacco e si mette ad ascoltare sul computer?
“Esatto. Ma può fare anche altro. Come nascondere sotto il sedile dell’auto un apparecchio che trasmette su una mappa  tutti gli spostamenti della macchina,  oppure l’audio. C’è anche la possibilità del video”.
E l’aggeggio non si vede?
“Se montato bene sfido chiunque a trovarlo”.
E poi?
“E poi nel periodo di Natale soprattutto, da noi c’è la fila per acquistare un software che permette di duplicare il telefonino. La signora lo acquista, lo regala al marito e da quel momento è come se avesse il telefono del presunto traditore tra le mani. Messaggi, email, appuntamenti e telefonate: tutto doppio”.
Terribile…
“Anche il sospetto lo è. E’ come una malattia che divora”.
Quindi il settore business…
“Ora vanno per la maggiore le bonifiche ambientali. Ce ne chiedono tutti i giorni o quasi”.
Di cosa hanno paura i manager?
“Che qualcuno carpisca i segreti aziendali per trarne vantaggio o anche il dubbio su un dipendete infedele”.
E se invece a controllarli è la Procura, come d’altronde sta accadendo con frequenza quotidiana, visto l’alto numero di inchieste aperte soprattutto a Roma?
“Intanto il cliente ci rilascia una liberatoria con la quale certifica di non essere oggetto di indagine. Se poi troviamo microspie, noi non le togliamo. Ci limitiamo a segnalarle. Voglio avvisare però: è possibile che non si trovi nulla ma che le registrazioni vengano effettiate e questo perché la “cimice” può essere di quelle attivabili da remoto. In questo caso diamo un kit ed è poi il cliente che dovrà monitorare l’ambiente”.
Senta dove si possono nascondere le microspie?
“Nel televisore, nel forno a microonde, negli orologi da parete, nelle lampade. Voi portateci un oggetto, poi ci pensa spiare.com”.
E la crisi?
“Un po’ so sente ma niente rispetto ad altri settori. Semmai sono gli investigatori classici che devono preoccuparsi: con tutta questa tecnologia (e riapre una borsa piena di scatoline e fili) ormai hanno perso”.