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Tav/ Erri De Luca, indagato, ribadisce la sua posizione. E arriva la solidarietà della Feltrinelli…
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di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
Domani, 5 giugno, con l’udienza preliminare, prende il via a Torino il processo nei confronti dello scrittore Erri De Luca, accusato di istigazione alla violenza e al sabotaggio per le sue dichiarazioni contro la Tav Torino-Lione (“La Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo…”).
Alla vigilia, il gruppo Facebook “Io sto con Erri De Luca” ha organizzato in tutta Italia eventi e letture, “presso associazioni, librerie, auditorium e teatri”.
“Se mi condannano per istigazione alla violenza non farò ricorso in appello. Se dovrò farmi la galera per avere espresso un’opinione, allora la farò“, ha già chiarito lo scrittore (intervistato dall’Huffingtonpost.it) , che nei mesi scorsi ha ricevuto la solidarietà della Feltrinelli, la sua casa editrice (vedi i dettagli sulle polemiche dei nel box, ndr).
Affaritaliani.it ha parlato del processo con lo scrittore napoletano.
De Luca, come vive questa vigilia?
“Quella di domani è un’udienza preliminare, in cui, probabilmente, verrà solo deciso il rinvio a giudizio in un’udienza pubblica. La nostra posizione resta quella di non accettare il rito abbreviato. Quanto alle manifestazioni in mio sostegno, le vivo come un appoggio alla lotta decennale della Val di Susa, la resistenza di un piccolo popolo contro la prepotenza di Stato”.
Conferma che, se dovesse essere condannato, non farà ricorso in appello?
“Sì, perché non ho né tempo né pazienza per affidarmi a lungaggini”.
Dunque è pessimista per l’esito del processo?
“Sono realista, non pessimista, e non mi faccio illusioni. Di solito in questi casi i coinvolti dicono di aver ‘fiducia nella magistratura’; io, invece, non ne ho”.
La sua è un’altra affermazione pesante… Nei mesi scorsi non sono mancate le critiche nei suoi confronti (senza dimenticare le proposte di boicottaggio dei suoi libri). Si aspettava maggiore sostegno da parte dei suoi colleghi scrittori?
“No”.
Eppure in passato in questi casi non mancava la solidarietà tra intellettuali…
“In un remoto passato era così, è vero; ma da tempo le cose sono cambiate. Sia chiaro: non mi interessa che venga sostenuta la mia piccola causa ma, ripeto, quella della Val di Susa. Ed è stupefacente che ciò non accada”.
Spesso si fa riferimento al suo passato in Lotta Continua (De Luca ne è stato il responsabile del servizio d’ordine, ndr). Le dà fastidio?
“No, non mi dà fastidio. Non mi sono mai dissociato dalle ragioni della mia gioventù”.




