Terre ai giovani, ma col trucco e l’M5S se n’è accorto. “Trecento ettari di terreno di proprietà pubblica, centocinquantamila euro come primo stanziamento per l’avvio del credito di conduzione, cinquecentomila euro per l’attivazione di un fondo di garanzia, concordato con il sistema bancario attraverso il Confidi, destinato a fungere da moltiplicatore per gli investimenti”. E’ questo il testo del bando con il quale la Regione Lazio ha promesso di far ripartire l’agricoltura, puntando tutto sui giovani.
Ma c’è qualcuno che si è premurato di andare a controllare i terreni e che ha scoperto che il bando più che una certezza sembra un mulino a vento. Anzi: “Leggendo il bando si svela il bluff della Giunta che sulla formula ‘terre incolte ai giovani’ ha basato la propaganda delle ultime settimane. I trecento ettari promessi non sono interamente o immediatamente utilizzabili perché in parte occupati, in parte senza vocazione agricola e in alcuni casi oggetto di contenzioso. Il rilancio dell’agricoltura e dell’occupazione giovanile del Lazio dovrebbe passare per misure concrete e non solo per annunci pubblicitari con cui si danno false speranze a chi vorrebbe guadagnarsi il pane lavorando la terra. Rosati dovrebbe trovare soluzioni percorribili e non pubblicare bandi fasulli solo per far vedere che l’Arsial lavora”.
La denuncia arriva dal consigliere regionale Silvia Blasi M5S Lazio che si è andata a spulciare le carte. Ma leggiamo cosa aveva detto l’assessore all’Agricoltura della Giunta Zingaretti, Sonia Ricci: “Partiamo con questa sperimentazione consapevoli che si tratta di una sfida ardua ma non impossibile. Il patrimonio agricolo che è nelle nostre mani va messo a disposizione di quei giovani che intendono cimentarsi in questo settore. Dobbiamo assegnare loro i terreni, ma soprattutto accompagnarli nel difficile cammino per diventare imprenditori”.
E aveva aggiunto il commissario straordinario dell’Arsial, Antonio Rosati: ”Dopo 45 anni di silenzio viene lanciato nel Lazio un bando per la valorizzazione delle terre pubbliche. Un appello rivolto al mondo agricolo in generale, ma soprattutto alla sua componente giovanile che godrà di un percorso preferenziale, per promuovere nuove iniziative imprenditoriali nel settore primario”.
Attenzione: sul sito dell’Arsial si precisa che scade il 27 febbraio il termine ultimo entro cui far pervenire ad Arsial le manifestazioni di interesse. Per chi fosse interessato a partecipare, la documentazione completa è disponibile sulla home page del sito Arsial alla voce “Gare Esiti Avvisi” – Avvisi Pubblici”.
Seguici su
IL CASO. La consigliera Silvia Blasi ha scoperto che i 300 ettari promessi “non sono utilizzabili perché in parte occupati, in parte senza vocazione agricola e in alcuni casi oggetto di contenzioso… tutta propaganda”. LA GALLERY

