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Tv private uccise dalla rete. “Basta con fondi a pioggia”

IL CASO. “Strette tra lo strapotere economico e politico dei grandi player e la concorrenza spietata dei nuovi media e i nuovi device che favoriscono la fruizione veloce e in mobilità dei contenuti”. E la crisi fa il resto. Convegno Corecom

T9 condannata a chiudere; Teleroma agli sgoccioli e poi Ies Tv venduta, per finire con RomaUno stretta nella morsa dei contratti di solidarietà per tecnici e giornalisti. Insomma, le tv locali strette tra lo strapotere economico e politico dei grandi player e la concorrenza spietata dei nuovi media, internet e i nuovi device che favoriscono la fruizione veloce e in mobilità dei contenuti. Intorno una crisi economica generale che non fa che accentuare le difficoltà delle emittenti.
Questo il panorama dell’emittenza televisiva di Roma e del Lazio emerso dal convegno  organizzato dal Corecom Lazio. Nella se della Federazione della Stampa è stato presentato lo studio di ITMedia consulting sul Nuovo paesaggio digitale e le prospettive future un rapporto dettagliato sul panorama dell’emittenza locale del Lazio a quattro anni dal passaggio dall’analogico al digitale.
Il direttore generale di ITMC, Augusto Preta ha sottolineato come prima dello switch off analogico le tv locali rappresentassero un punto di riferimento importante nel pluralismo dell’informazione. Con il digitale, che ha richiesto grandi investimenti, questo ruolo è venuto meno, anche se ancora oggi sono proprio le news a rappresentare il settore cruciale dei palinsesti”.
Su questo concetto è tornato anche Ernesto Apa, dello studio legale Portolano che ha sottolineato !la forte valenza democratica dell’emittenza locale nel quadro generale del pluralismo dell’informazione – continua la nota del Corecom – mentre Michele Sorice della Luiss Guido Carli ha messo l’accento sulla necessità, per le tv locali, di integrarsi con Internet e con la multimedialità anche perché i fruitori dell’emittenza locale ‘rappresentano un pubblico sempre più insidiato dalle grandi emittenti nazionali”. Anche il commissario Agcom Antonio Nicita ha sottolineato da una parte la specificità dell’offerta locale e la necessità di puntare più decisamente sulla qualità dei palinsesti, dall’altra l’urgenza per le emittenti di diversificare l’offerta stessa interagendo con internet e le nuove multimedialità. La necessità del contributo delle tv locali all’informazione è stato sottolineato anche dal commissario AgCom Antonio Martuscello.
Marco Rossignoli di Aeranti Corallo ha lanciato l’allarme per le condizioni di enorme difficoltà in cui versa l’emittenza locale, mentre Antonio Sassano della Sapienza ha parlato della questione delle frequenze e della necessità di un coordinamento internazionale e di un piano nazionale per l’emittenza locale. Piero Manera di Confindustria Radio Tv ha rimarcato il ruolo ‘economico’ delle tv locali che sono ‘piccole e medie imprese radicate nel territorio capaci di far crescere le altre piccole e medie imprese’.
Infine, Franco Siddi, segretario generale della Federazione della Stampa ha posto l’accento sulla necessità di modulare i contributi in modo che siano erogati solo agli editori e non a chi semplicemente ‘è proprietario di un’antenna’, ma soprattutto ha detto ‘a beneficiare delle provvidenze debbono essere coloro che sono capaci di fornire contenuti, giornalistici e non, che siano originali’.
Il convegno è stato introdotto dal presidente del Corecom Michele Petrucci che ha accennato ai risultati dello studio presentato, evocando l’immagine del sandwich che tra nuovi media e grandi player dell’informazione sta schiacciando l’emittenza locale già colpita da una crisi economica profonda. Petrucci ha anche illustrato le funzioni del Corecom.