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“Vacanze pagate, sono candidato”. Scovati i furbetti delle elezioni

“Vacanze pagate, sono candidato”. Scovati i furbetti delle elezioni
Dipendenti della pubblica amministrazione, costruiscono liste fantasma e si presentano nei Comuni con meno di mille abitanti per evitare la raccolta delle firme. Quindi chiedono l’aspettativa retribuita per la campagna elettorale. Il caso di Saracinesco, 164 abitanti e un candidato sindaco mai visto da nessuno e che ha preso zero voti

di Fabio Carosi

Basta candidarsi in un piccolo Comune che vota per il rinnovo del sindaco e scattano 45 giorni di aspettativa retribuita. E’ questo l’ultimo infernale meccanismo che un gruppo di fedeli servitori dello Stato, dipendenti della pubblica amministrazione e delle aziende dei servizi, hanno escogitato per saltare il lavoro e godersi un mese e mezzo di vacanze aggiuntive.
I colleghi rimasti alle scrivanie li chiamano “i furbetti delle elezioni” e sono dei veri scienziati amministrativi che sfruttano un paese a “burocrazia borbonica” per trarne un vantaggio personale. E’ accaduto in passato e si è ripetuto anche in questa tornata elettorale. Affaritaliani.it ha scovato nel Comune più piccolo della Provincia di Roma, il gruppetto di “furbetti” che, con la scusa di candidarsi ha saltato a piè pari metà della primavera. Tutti a casa e con lo stipendio assicurato, solo perché il loro nome è comparso in una lista elettorale. E chissenefrega se la lista fantasma ha preso zero voti. Zero: non li ha votati nessuno.
Il paese della vergogna si chiama Saracinesco. L’ultimo censimento Istat gli assegna 164 abitanti con un’età media sfiora i 50 anni. Diversi pensionati, qualche giovane che non ce la fa a vivere a Roma e pure il vantaggio di un Comune che ha il bilancio in attivo e si permette un’azienda per la distribuzione dell’energia elettrica tutta sua, con una quota di corrente addirittura gratis. E questo perché nella valle dell’Aniene, dove l’Acea produce energia, un contenzioso del 1921 si è concluso con un “ristoro per l’eternità”. Visto che gli impianti hanno cambiato la morfologia del territorio, gli abitanti godono di una riparazione dei danni che consente loro per sempre di non pagare un po’ della corrente che consumano.
Dunque, il 25 maggio nel microscopico Comune si è votato per eleggere il sindaco e si è anche votato per l’Europa. In campo per amministrare i 164 residenti sono scese tre liste: Alleanza per Saracinesco, una lista locale che voleva impedire al sindaco uscente di essere rieletto per la quinta volta, e piena zeppa di ex consiglieri dell’opposizione storica; poi la Lista per Saracinesco il primo cittadino uscente e, infine, la misteriosa “Federazione per le politiche nel territorio” che candidava a sindaco tale Roberto Santini.
Ora basta pare due passi a Saracinesco e prendere un caffè al bar e scoprire che Roberto Santini è sconosciuto ai più. E se lo dicono al bar del paese è una certezza. Che tale poi si è rinnovata con il risultato delle urne. Orsola, sindaco uscente, è stato rieletto con l’89,3% dei voti e il resto lo ha preso la lista “d’opposizione paesana”. La misteriosa Federazione non ha convinto neanche uno dei 119 votanti su 148 aventi diritto.
Ma perché allora presentarsi alle elezioni di Saracinesco? Il motivo è forse rintracciabile nella legge elettorale che permette a chiunque di presentare una lista in un Comune con meno di mille abitanti, senza la raccolta delle firme. E poiché in Italia l’eleggibilità è garantita in tutto il territorio, può accadere che un siciliano si presenti in un microcomune del Trentino e che da nord a sud si crei una specie di diaspora dei candidati. Per chi è dipendete della pubblica amministrazione la legge è una manna. Si organizza una gita fuori porta, si riunisce un gruppo di amici, si scrive un programma generalista adattato al territorio e si va in Comune armati di documenti. Quindi si presenta la candidatura. Poi, di corsa in ufficio per richiedere l’aspettativa per motivi elettorali e con l’alibi della campagna elettorale si hanno 45 giorni di vacanze pagate. Nessuno mai controllerà se i candidati hanno effettivamente contattato gli elettori, hanno spiegato loro il programma e come vorrebbero che Saracinesco diventasse la Manhattan romana, utilizzando l’unione tra i fiumi Aniene e Licenza.
Ora, una breve indagine di affaritaliani.it ha rintracciato tra coloro che hanno puntato sul cambiamento del paesino, un finanziere, due dipendenti del Ministero della Giustizia e un’autista dell’Atac. Tutti candidati, tutti in aspettativa retribuita e nessun voto. Ma lo scandalo è destinato ad allargarsi: liste con candidati fantasma sono state segnalate anche a Rocca Canterano e Sambuci. Fatta la legge trovato l’inganno. Ed ‘ tutto perfettamente legale.

I candidati a sindaco nel Comune più piccolo della provincia di Roma