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“Zingaretti signore delle tasse”. Santori: “Immagina un disastro”

L’INTERVISTA. Spina nel fianco della maggioranza, il consigliere Santori sceglie Affaritaliani.it per il bilancio di un anno di governo: “Ha esordito con l’Irpef stellare e poi ha speso 25 milioni per le assunzioni”. E su La Destra: “Alla fine si è sciolta”

di Claudio Roma

“Immagina” un anno al governo della Regione più complessa d’Italia. Esattamente dodici mesi dopo l’elezione per Nicola Zingaretti (eletto il 12 marzo del 2013), è tempo di bilanci. Nella migliore tradizione del quotidiano schierato da parte dei cittadini, Affaritaliani.it ha chiesto al consigliere d’opposizione Fabrizio Santori, vera “spina nel fianco della maggioranza di Governo”, di tracciare un bilancio del lavoro fatto.
Consigliere Santori, ben coscienti che la sua sarà una valutazione sicuramente ipercritica, proviamo a ripercorrere un anno di lavoro?
“Le dico subito che se Roma rischia la bancarotta, Zingaretti amico e sodale di partito si è messo con le spalle ben coperte sui soldi a spese dei cittadini. Ha Esordito con un innalzamento dell’addizionale Irpef regionale e, in bilancio, aumenta il livello generale di imposizione fiscale a tal punto da fare dei laziali i cittadini più tartassati d’Italia. Tutti si chiedono, servirà a ripianare il debito accumulato? E invece no, il tempo è galantuomo ed ecco venire a galla la verità. Nomina ben 31 dirigenti esterni per una spesa totale aggiuntiva che ammonta a oltre 25 milioni di euro, alla faccia della valorizzazione delle risorse interne. Si contorna di consulenti e collaboratori esterni deputati alle attività più disparate, mancava solo quello che si occupasse di torte e caramelle. Li paga bene e puntualmente, e soprattutto la maggior parte sono amici del PD e del centrosinistra, politici trombati, personaggi in cerca di incarichi. Alla faccia del risparmio e dell’efficienza amministrativa”.
Ce l’ha proprio con i manager?
“Sì perché Zingaretti fa una “short list” per la nomina di dirigenti di Asl e ospedali, per cercare di premiare merito e trasparenza a suo dire, e però vengono fuori manager inconferibili, alcuni condannati dalla Corte dei Conti, altri addirittura illegittimi. Alla Fondazione Tor Vergata, di cui il nostro Zingaretti era all’epoca Presidente, il primario di Neurochirurgia va in pensione e viene sostituito dal figlio. Ma non è abbastanza per Zingaretti, il nostro ritiene opportuno innalzare del 20% le retribuzioni degli stessi manager appena nominati. Anche questi magari pagati con l’aumento dell’addizionale Irpef, che lui ha fortemente voluto e imposto ai cittadini laziali, proprio mentre gli stipendi degli operatori socio-sanitari non si muovono neanche di un euro”.
Ha finito con la sanità?
“No. I media e alcuni sindacati, oltre al sottoscritto, denunciano il degrado dei pronto soccorso di Roma, con immagini shock che parlano di malati accuditi su materassi stesi a terra, e la Regione che fa? Denuncia alla Procura gli stessi media per aver violato la privacy dei malati, non proferendo parola sulle condizioni da Terzo mondo in cui giacciono i nostri pazienti. Insomma, Zingaretti arriva a denunciare chi denuncia cosa a lui non va a genio. Fortunatamente la Procura della Repubblica apre proprio un’inchiesta sulla mala gestione dei pronto soccorso della Capitale grazie ad un esposto dettagliato che il sottoscritto ha voluto presentare a nome di tanti pazienti e familiari umiliati da questa gestione sanitaria.”
Malafede, incapacità o sfortuna?
“In fondo a questa cronaca di un anno in cui Zingaretti non è riuscito ad azzeccarne una, non possiamo citare una curiosa quanto grave nota di colore: il logo di promozione turistica della Regione Lazio è un plagio di quello che fu promosso dalla Puglia. Quattro rombi che racchiudono altrettanti simboli di punti di forza del territorio, con gli stessi identici colori, verde, rosso, arancione e blu, che ha utilizzato la Puglia. Il pay-off era SCOPRI LA PUGLIA, quello di Zingaretti è LAZIO, ETERNA SCOPERTA”.
Un bilancio impietoso…
“Direi reale, i numeri e i fatti che ho evidenziato parlano da soli. Le figuracce planetarie pure”.
Parliamo di Lei. E’ stato eletto con La destra e ora è nel Gruppo Misto. Che è successo?
“E’ successo che alla fine La Destra è stata sciolta. Ora sono un consigliere indipendente ma presto farò una scelta in direzione dell’unità di tutte le realta del centrodestra per governare l’Italia”.
Belle parole, ma con Storace tutto ok?
“Oltre Storace e la sua indiscutibile esperienza, non c’è mai nessuno. Io negli spazi ristretti non riesco a lavorare. La democrazia in ogni partito deve contemplare più anime e deve permettere il dibattito. Tragga lei le conclusioni”.