Nuove dichiarazioni nel caso legato a Jeffrey Epstein. Secondo quanto affermato in aula, la relazione tra il soggetto coinvolto e il finanziere si sarebbe conclusa anni prima che venissero alla luce le attività criminali di Epstein.
“La cronologia è chiara: il rapporto si è interrotto molto tempo prima che emergessero le accuse e prima che venisse incriminato”, è stato dichiarato. Il riferimento è al controverso accordo giudiziario del 2008 — definito “sweetheart deal” — che, secondo la stessa dichiarazione, avrebbe potuto fermare prima i comportamenti predatori di Epstein se fosse stato gestito diversamente.
Un punto centrale della difesa è la consapevolezza:
“La stragrande maggioranza delle persone che ebbe contatti con lui prima del 2008 non sapeva cosa stesse facendo”.
Una linea che punta a separare le frequentazioni precedenti alle incriminazioni dalle responsabilità penali emerse successivamente. E che prepara il terreno alla testimonianza attesa, nella quale — viene assicurato — verrà ribadito che non vi era conoscenza delle attività criminali.
Il nodo resta sempre lo stesso: quando è iniziata la consapevolezza? E chi poteva davvero sapere cosa accadeva dietro le quinte?
