di Oriana Maerini
Faccia acqua e sapone e fisico minuto: Aurora Ruffino è la ragazza della porta accanto. Come Silvia, il personaggio della secchiona innamorata del suo miglior amico che interpreta nel film “Bianca come il latte rossa come il sangue”, tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia e diretto da Giacomo Campiotti, è una “tosta” che crede nelle sue capacità e nel valore dello studio e del lavoro. Diventata attrice, quasi per caso grazie ad un brillante esordio nel film “La solitudine dei numeri primi” diretto da Saverio Costanzo ottiene, poi, la parte di Benedetta nella fiction Rai “Questo nostro amore”. Prossimamente la vedremo ancora sul piccolo schermo tra i protagonisti della nuova fiction “Una Ferrari per due”. E mente lavora continua a studiare al Centro Sperimentale di Roma dove è arrivata da Torino per imparare il mestiere. “Perché recitare – dice con fierezza – non è solo sapere dire una battuta in un film.”
Quindi nonostante gli impegni lavorativi continui a studiare?
“Si, finirà a dicembre il corso di studi al centro sperimentale di cinematografia di Roma non ho mai mollato lo studio anche se ho avuto la fortuna di recitare al cinema ed in tv nel frattempo.”
Come sei stata scoperta da Saverio Costanzo?
“Per caso. Mentre studiavo in un’accademia di musica di Torino ho partecipato ad uno spettacolo di danza per la film Commission. Lì sono stata notata dal casting del suo film ‘La solitudine dei numeri primi’ e sono stata scelta per i provini e li ho superati.”
Quando è nata in te la passione per la recitazione?
“Quando ho iniziato a recitare per la prima volata durante le riprese de ‘La solitudine dei numeri primi’. Devo ringraziare la mia Acting coach, la signora De Pretis che ha lavoro con me per mese prima delle riprese del film. E’ stato divertente perché ho debuttato come attrice sul grande schermo con un ruolo da stronzetta.”
Da stronzetta a secchiona un po’ sfigata in quest’ultimo film…
“Si, il personaggio di Silvia è totalmente diverso. E’ una ragazza buona e semplice che ama studiare. E’ una secchiona ma sa il fatto suo, è forte e l’unico suo punto debole è l’amore non corrisposto per Leo. Sono stata fortunata perché ho potuto mettermi in gioco un ruolo nuovo. Non capita a tutti gli attori e, soprattutto, non al secondo film.”
Nella vita ti è mai capitato di innamorarti di un amico che ti ha ricambiata?
“Certamente! Come credo sia capitato a tutti almeno una volta nella vita. Per questo è stato abbastanza semplice calarsi nei panni di Silvia. Avevo già sperimentato nella vita reale i suoi sentimenti, il suo vissuto.”
Lavorare accanto ad una modella bellissima come Gaia Weiss non ti ha provocato un po’ d’invidia?
“Macchè invidia, per poco non mi innamoravo anch’io di lei!! Scherzo ovviamente ma ho subito anch’io il suo fascino sul set anche se sono anch’io una donna. Sono rimasta molto colpita dalla sua bellezza e dalla sua grazia e non smettevo mai di guardarla. Inoltre Gaia i è anche una ragazza molto gentile e solare. E’ impossibile provare sentimenti ostili nei suoi confronti.”
Attrice per caso e fortuna. Tu non credi nelle scorciatoie per il successo…
“No. Sono stata fortuna a trovarmi nel posto giusto al momento giusto. Questo mi ha permesso di accedere al mondo dello spettacolo ma poi è tutta farina del mio sacco. Dopo essere stata scelta ho lavorato sodo per superare i provini ed essere all’altezza del ruolo che mi offrivano.“
Hai lavorato con Costanzo e Campiotti, due grandi autori del nostro cinema. Quali differenze hai notato?
“Con Costanzo non ho avuto molti contatti perché sono stata seguita dall’acting coach che mi ha preparava tutti i giorni per un mese. Sul set è stato molto disponibile nel descrivermi il personaggio di Viola. Con Giacomo il rapporto è stato più stretto e personale perché era diretto. Ho discusso con lui sullo sviluppo del mio ruolo in relazione alla storia e alla relazione con gli altri attori.”
Sei giovanissima ma hai già sperimentato sia cinema che tv. Cosa preferisci?
“Si tratta comunque di lavoro. Quello che provo a fare bene in ogni caso a prescindere dal mezzo. Parto dall’analisi del testo, poi cerco di capire il personaggio per cercare di mettere a disposizione la mia personalità per dare vita ad una persona diversa. Cinema e TV per me non fa differenza conta semmai la qualità del prodotto. Ci sono fiction molto belle e film di scarsa qualità.”
Cosa ti aspetti da quest’ultimo film?
“Spero che vada bene e che il pubblico possa apprezzare il nostro lavoro. Ho amato molto il libro di Alessandro D’Avenia e la conquista più alta per me è quella di ottenere i consensi da tutti i lettori che hanno apprezzato il romanzo”.
Hai un sogno nel cassetto?
“Si come attrice vorrei recitare in un film fantasy ed interpretare un ruolo immaginario, surreale oppure essere la protagonista di un film muto come ‘The artist’”
Ha un’attrice icona?
“Ne ho tante. Mi innamoro di tutte le attrici dei film che ho amato. Mi piace molto ad esempio Hilary Ann Swank nei ruoli per i quali ha avuto l’oscar ovvero Boys Don’t Cry e Million Dollar Baby.”
La bellissima Beatrice del film incarna il colore rosso, tu che colore sei?
“Sarà banale ma il mio colore preferito è sempre stato il rosa.”

