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Beppe Fiorello sempre più “Nel blu dipinto di blu”

Beppe Fiorello sempre più  “Nel blu dipinto di blu”
beppe fiorello

di Giuseppina Caraccio

Domenica 19 Gennaio, Beppe Fiorello stanco, dopo due ore e trenta minuti ininterrotti di spettacolo ed emozionato dalla standing ovation, gli applausi e le acclamazioni del TEA di Bologna, si ritira in camerino . Accoglie un numero ristretto di amici e familiari accorsi per vedere lo spettacolo, sono esclusi i giornalisti, il momento è intimo, personale. Intimo e personale come lo spettacolo portato in teatro; un viaggio sul filo dei ricordi che riconduce Fiorello nella sua amata Sicilia, a rincontrare il se stesso bambino, taciturno e timidissimo che non proferisce parola se non dinanzi allo specchio in completa solitudine, a raccontare l’Italia del boom economico, a riabbracciare il padre animato da velleità artistiche ed appassionato, oserei dire, ossessionato dalle canzoni di Domenico Modugno.

La scenografia è minimal; tre pannelli che si muovono in orizzontale a coprire e scoprire i due chitarristi, chic gioco di luci ed uno schermo su cui vengono proiettate foto in bianco e nero del padre, la madre, Domenico Modugno, Pier Paolo Pasolini ed una breve scena di “Uccellacci e Uccellini” con Totò e il giovane Ninetto Davoli. L’io narrante Fiorello per centocinquanta minuti dialoga con Beppe bambino, con il padre dall’indole mite ed allegra, con la nonna e la zia “spadellatrice” compulsiva di cicoria, le sorelle ed il fratello istrionico e intrattenitore seriale fin da bambino, con Mimì ( Modugno ndr) che racconta i passaggi salienti della sua vita da emigrante e l’ascesa al successo mondiale.

La vita del padre affiancata a quella di Modugno; la stessa allegria e caparbia volontà. I dialoghi si fondono con le canzoni di Modugno che Beppe interpreta dal vivo, il più delle volte senza accompagnamento musicale, con insospettabile maestria; perfetto ed emozionante nel taglio, nella formulazione musicale e nel particolare timbro della voce “ nasale” utilizzando le stesse parole del Maestro. Stupefatta e benevolmente sorpresa la sala…il confronto con il fratello, istrionico showman, è inevitabile e Beppe Fiorello capace di raccontare dei minatori italiani morti in Belgio com’anche di cantare “ Lu minaturi” di Modugno con struggente intonazione e saltellare sul palco mimando “ u sceccu” di “tre compari e tre somari”….regge il confronto, lo vince a tratti.

Lo spettacolo è lungo, carico, Beppe ci prova a attrarre gli spettatori con battute comiche ma, non è il suo genere e risulta un tantino forzato. Riesce a far sorridere quando si spoglia di tutti i personaggi ed è lui , soltanto Giuseppe che parla e scherza con il pubblico in siciliano e intona “ La donna riccia” o “Io mammeta e tu” Il clou con la “discesa dall’alto” della giacca color carta da zucchero indossata da Modugno in quel famoso Sanremo del 1958, donatagli dalla Sig.ra Franca Modugno; un consenso alla rappresentazione del Suo Domenico. Indossata la giacca di Modugno, Fiorello intona “ Volare” e sembra di fare un tuffo nel passato, la sala reagisce emozionata, Modugno è ancora con noi. Grazie Beppe! La tournèe prosegue con appuntamento al Teatro Ambra Jovinelli dal 30/01 al 16/02/2014. Proseguirà in Tutti i Teatri nazionali per poi approdare in America.