Dopo aver criticato aspramente l’Ordine dei Giornalisti, Giulia Innocenzi ha tentato comunque di entrarne a far parte. La preferita di Michele Santoro non ha però superato la prova scritta necessaria per diventare giornalisti professionisti. A poco sembra esserle servito il praticantato da Michele Santoro e la star di Servizio Pubblico dovrà ripetere l’esame nonostante la sua fama di “maestrina”. La stampa di destra si è subito scatenata contro l’aspirante giornalista indirizzandole commenti e sondaggi a risposta multipla con insinuazioni anche pesanti su questo mancato risultato ottenuto. In difesa della giovane quasi-giornalista pupilla di Michele Santoro sono scesi in campo molti, tra i quali anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino che ha giustificato la defaillance di Giulia Innocenzi: “Il non aver superato la prova è solo un incidente. Scherzando con i colleghi dico loro che durante gli esami sono in una fase di semi infermità mentale. […] Il Presidente dell’Ordine non dovrebbe dirlo, ma non è il tesserino che fa di una persona un giornalista”. Altri sostegni sono arrivati da ulteriori colleghi, che hanno manifestato solidarietà a Giulia Innocenzi e spostato il dibattito sull’utilità o meno del tesserino da giornalista, scagliandosi contro l’Ordine e rivendicando la stessa posizione espressa dal presidente Iacopino.
Su Facebook e Twitter, ironie e sfottò, ma anche difese a spada tratta, si sono moltiplicate in un istante. Invidie e gelosie professionali, rivalse. Eccone qualcosa tra i commenti più clementi: «Giulia Innocenzi go home! Dio esiste» (steph@docst). E poi altri: «Come godo», «boriosetta», «saccente». Non mancano le polemiche sul senso dell’esame di Stato. «Una sanatoria» scrive Emiliano Liuzzi, direttore dell’edizione online del Fatto Quotidiano. Michele Ruschioni, direttore di «Noiroma», sorta di Dagospia dell’Urbe, attacca tranchant la collega sul suo profilo facebook: «Ora non è che st’esame sia indicativo di quanto uno sappia fare il mestiere. Però dal momento che è istituito tocca superarlo. Non ci vuole uno scienziato per rimediare un 36. Bisogna solo saper scrivere». Mattia Feltri, inviato della Stampa, twitta a difesa.«La bocciatura all’esame di giornalismo di @giuliainnocenzi dimostra la ridicola inutilità dell’esame medesimo ». Così anche dall’Espresso. Ecco Riccardo Bocca – «Dopo tante batoste, l’Ordine dei giornalisti recupera credibilità grazie a Giulia Innocenzi. Un gesto generoso, farsi bocciare all’esame» -e Alessandro Gilioli: «Penosi e biliosi gli attacchi a Giulia Innocenzi per l’esame non passato eh. Ripigliamoci dai. Che poi conosco colleghi “professionisti” che te li raccomando».























