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Nel Pallone/ Il Milan arriverà quarto se non ci saranno aiutini aribitrali…

Di Alberto Foà

Le non notizie di questa settimana sono che la Juve ha stravinto il Campionato, che il Napoli finirà secondo e con ogni probabilità – se non ricominceranno I favori arbitrali – il Milan quarto dietro la Fiorentina. Che rispetto ai rossoneri gioca sicuramente meglio, molto probabilmente è più in forma (anche se è possibile che le ultime partite, particolarmente sofferte, si facciano sentire sul piano fisico) e secondo me anche più forte.

E’ chiaro che di un’opinione si tratta (ma qui faccio l’opinionista e quindi opinio, e che cavolo) ma per come la vedo io la Fiorentina è più forte del Milan a centrocampo, se la batte con i rossoneri in attacco (dove il vero talento del Milan sarebbe El Shaarawy ma da quando è arrivato il suo grande amico Balotelli deve essere così contento che dalla gioia piuttosto che segnare – ammesso che Allegri lo faccia giocare – si ucciderebbe o meglio prenderebbe i voti, peggio ancora le due cose insieme) e fa pari con il Diavolo in difesa, dove il Milan in realtà fa ridere – specie quando schiera Mexes, cioè sempre, con entrambe le “e” sbagliate) ma tante volte c’è Abbiati (che tra parentesi a fine stagione se ne andrà perché non è tipo da fare il secondo di qualcuno) che ci mette una pezza.

In più, cioè in meno, se è vero che la panchina del Milan vanta qualche giocatore di nome, quella dei toscani ha un allenatore che rispetto al collega livornese, per dirla nel gergo ippico che Allegri conosce bene, può rendergli 10 chili al galoppo e al trotto girargli di fuori due giri e metterlo di passo. Quanto meno come entusiasmo e capacità di tramutarlo in stimoli da trasmettere ai suoi, cosa che. a fine campionato, è spesso decisiva. Certo, la società Milan pesa parecchio più dei viola in ambito politico, ma le chiacchiere stanno a zero e la misura si vede dove e quando la cosiddetta sudditanza psicologica non ha inciso a favore dei rossoneri (forse nell’ultimo scontro diretto tra Fiorentina e Milan addirittura ha finito con il pendere a favore dei fiorentini), cioè contro le cosiddette grandi.

La prova, o, quantomeno, l’indizio? Se prendiamo in considerazione solo gli scontri diretti tra le sette sorelle – cioè Juventus, Napoli, Fiore, Roma, Lazio, Inter e appunto Milan – ecco che la squadra allenata da Allegri è fanalino di coda, nel senso che per scriverla di nuovo in gergo ippico, vede la coda a tutti e nemmeno troppo da vicino…