Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » CoffeeBreak » Psy politicamente scorretto nel nuovo singolo Gentlemen

Psy politicamente scorretto nel nuovo singolo Gentlemen

Ha fatto ballare il mondo con il suo Gangnam Style e ora Psy non lascia anzi raddoppia. La star coreana vuole dimostrare a tutti di non essere un “one-hit wonder”. “Gentlemen sarà il mio nuovo singolo. Sarà svelato contemporaneamente in tutto il mondo durante un concerto che si terrà in Corea il 13 aprile 2013 che sarà disponibile per tutti in streaming” ha detto il dj in un video promozionale dove ha anche lanciato il “Remix Style EP” appena messo in vendita. Nel suo essere politicamente scorretto questo pezzo “supera” il precedente, raccontando le vicende di un uomo di potere che passa le serate cercando di conquistare donne diverse, ma per farlo scivola sulle regole della buona educazione, si mostra goffo e talvolta molto greve… il suo vuole essere una parodia dei potenti di oggi, pieni di soldi, ma con scarso savoir faire.

La release del popolarissimo tormentone contiene diversi remix di Gangnam Style, firmati da alcuni dei più importati nomi dell hip hop e della dance music.

ECCO LA HIT, IL NUOVO VIDEO

gangnam style psy MM 001

Il video del Gangnam Style è stato visto oltre un miliardo di volte, diventando il più cliccato di sempre nella storia di YouTube. In soli cinque mesi dall’upload il video ha fatto il botto. Il rapper coreano ha spiazzato tutti, facendo diventare il suo ‘balletto cavallo’ il più imitato di sempre. Non solo gente comune, che in casa o in piazza si è divertita a rifarlo, ma anche artisti e personaggi famosi. Da Madonna a Ban Ki-Moon, l’hanno ballato davvero tutti.

Lo Gangnam Style con il suo balletto-cavalcata consacrato da flashmob in tutto il mondo è solo l’ultimo dei successi che hanno ispirato coreografie-tormentone. Il primo fu “Il ballo di Simone”, che nel 1968 animava le feste delle medie con quello che viene ricordato come l’antenato di tutti i balli di gruppo. Cantato da Giuliano e i Notturni il brano era la cover di un pezzo dei Fruitgum Co. datato 1910. Passano solo 3 anni ed è Raffaella Carrà lanciare una nuova moda: il “Tuca Tuca”. Un ballo osè per l’epoca, il cui successo fu immediato. Sdoganato dalla bionda showgirl e da Enzo Paolo Turchi durante Canzonissima è tornato in voga la scorsa estate grazie a uno spot.

Nel 1981 il giovane Claudio Cecchetto porta tutti in pista con il “Gioca Jouer”, un lungo insieme di gesti da ripetere sempre in più in fretta. Tradotto anche in cinese e in indiano fu anche sigla del Festival di Sanremo. Lo stesso anno la “Cicken Dance” ribattezzata “Il ballo del Qua Qua” arrivò in cima alle classifiche interpretata da Romina Power. Sul finire degli anni ’80 spopola invece un ballo originario delle Antille suonato da un gruppo brasiliano: la “Lambada”. Grazie ai suoi sensualissimi e intimi sfregamenti diventa presto il fenomeno del 1989.

Ossessione collettiva degli anni ’90 è invece la “Macarena” dei Los del Rio: mani sulla testa, sui fianchi, bacino oscillante e saltelli coordinati su un insieme di rutmi africani e latini. Nel 2002 sono le spagnole Las Ketchup a portare al successo la canzone Aserejè, con l’indimenticabile balletto di gruppo da spiaggia: una coreografia facile da imparare quasi quanto la “Macarena”. Anche Shakira entra nel 2010 nell’albo dei balletti-tormentone: l’irresistibile sonorità africana di “Waka Waka“, inno dei mondiali di Calcio, passò direttamente dagli stadi alle discoteche nonostante la coreografia impegnativa.