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Coronavirus
Brusaferro (Iss): "Il virus è dappertutto. Così è impossibile tracciarlo"

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro e il Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, durante un punto stampa al ministero della Salute hanno cercato di spiegare l'attuale situazione epidemiologica in Italia. 

Il trend è costante

In primo luogo si è messo l'accento su come i dati che si presentano in queste settimane vedono "un trend nettamente in aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. I dati quotidiani mostrano una progressione continua. Sta crescendo rapidamente." precisa Brusaferro.

Crescita contagi significa criticità per i pazienti non Covid

Uno dei problemi della crescita di contagi da Covid-19 è per i pazienti affetti da altre malattie: "Nel momento in cui questi valori superassero determinate soglie vuol dire che per i pazienti affetti da altre patologie non potranno trovare risposta nei nostri ospedali. Perché i letti saranno occupati da pazienti Covid".- dice Brusaferro e aggiunge che-"E' importantissimo gestire questa epidemia garantendo contemporaneamente una risposta di qualità agli altri bisogni di salute, che continuano ad esserci. L’attenzione globale non può essere soltanto al Covid, ma anche ai pazienti con altri bisogni".

Nel contesto familiare è più facile infettarsi

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, continua: "Sappiamo che i contagi avvengono, per quello che si riesce a stabilire, soprattutto in contesti familiari, ma questi contesti c'erano anche a giugno e luglio quando il virus circolava poco. La famiglia amplifica la circolazione in comunità, il virus era presente in modo molto basso dopo il lockdown, poi è ricominciato a circolare e l'epidemia è riesplosa a settembre, quando sono ricominciate una serie di attività: è diminuito lo smart working, sono riaperte le scuole, quindi più circolazione sui mezzi pubblici, ma è difficile capire il ruolo specifico di ciascuna di queste attività".

Il virus è dappertutto in Italia e in Europa

Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, durante la conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi della situazione epidemiologica in Italia, spiega: "Abbiamo una epidemia generalizza, non come a marzo non casi concentrati, ma sono distribuiti in tutto il Paese e si dà più tempo al sistema di reagire. Se guardiamo il dato,  però, c'è un raddoppio dei casi ogni settimana. Ancora non sono stati occupati tutti i posti in terapia intensiva, ma serve adeguare gli interventi"-e aggiunge-" L'incidenza sta crescendo molto rapidamente, in alcuni contesti regionali di più. Oggi il virus è praticamente presente dappertutto. Anche regioni piccole hanno tassi d’incidenza molto elevati".  Brusaferro inoltre precisa come la situazione anche in Europa sia delicata: "Dalle mappe che l'Agenzia europea per il controllo delle malattie produce, emerge un quadro in cui l'epidemia corre significativamente in molti Paesi che ci sono vicini. Si tratta di una situazione con una rapida diffusione in tutta Europa". 

E' responsabilità collettiva limitare i contatti non necessari

L'appello di Brusaferro è alla responsabilità collettiva: "Serve anche una grande responsabilità di ognuno di noi, quella dimostrata nella prima fase della pandemia. Grazie a questo sforzo abbiamo modellato la curva come nessun altro paese europeo è riuscito a fare. E' importante e condivisibile l'appello a limitare i contatti non strettamente necessari, è cruciale per modellare adesso questa curva"

Il tracciamento è sempre più difficile con l'aumentare dei contagi

Sul tracciamento, Brusaferro spiega: "Il tracciamento in questa fase fa fatica, è difficilmente sostenibile con questi numeri. Laddove si fa fatica a tracciare scatta una nuova fase che si chiama mitigazione. Adottare provvedimenti consente di poter modellare la curva, raffreddarla, fare in modo che non continui a crescere con la velocità vista nelle ultime due settimane, per continuare a garantire l’assistenza".

Può essere opportuno un lockdown

Parla Gianni Rezza sulla possibilità di un nuovo lockdown:"È chiaro che quando la situazione sfugge di mano in una determinata area il lockdown dovrebbe essere preso in considerazione, anzi dovrebbe essere quasi un automatismo. Una chiusura a livello locale e limitata nel tempo - ha spiegato Rezza - può causare danni minori rispetto a non prendere determinate misure. Questo deve avvenire laddove si verifichi una situazione di insostenibilità e di sovraccarico tale da determinare la necessità di prendere quella misura. Se in qualche area si arriva al livello 4 di rischio potrebbe scattare anche in automatico".

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