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Coronavirus
Vaccini, si fa largo l'ipotesi della 3° dose. A Israele via libera a over 60

Israele: gli over 60 potranno ricevere la terza dose di Pfizer a condizione che siano trascorsi più di 5 mesi dalla somministrazione della seconda. Gli israeliani saranno i primi al mondo 

Il ministero della Sanità ha chiesto alle casse mutue di organizzarsi in maniera adeguata. Nella giornata di ieri 28 luglio, scrive Ansa, un team di esperti aveva segnalato al governo la necessità di passare alla distribuzione della terza dose in quanto si registra un calo di efficacia a distanza di sei mesi dalla seconda. 

Bassetti: terza dose? Forse per i più fragili  

La copertura vaccinale nei confronti delle forme gravi della seconda dose, per l'infettivologo Matteo Bassetti, rimane elevata per ben oltre 6 mesi. Bassetti, professore ordinario Malattie Infettive all'università di Genova e direttore Clinica Malattie Infettive del policlinico San Martino, lo ha spiegato nel corso di un'intervista all'Agi. "Si è visto però un calo degli anticorpi - continua Bassetti - ma non è necessario pensare a una terza dose per la massa. Ovvero per l'80%/90% degli immunizzati". Bisognerà invece riflettere se somministrare o meno una terza dose ad alcune categorie di soggetti. "Alcune parti della popolazione potrebbero averne bisogno, magari gli anziani o gli immunodepressi, soggetti in chemioterapia o che utilizzano cortisonici, bisognerà valutare". Stessa cosa potrebbe valere per i medici che, per motivi di lavoro, sono più esposti al contagio. "Potrebbe essere utili per alzare la barriera sul contagio". Bassetti, che spesso è stato oggetto di critiche per le sue opinioni è stato uno dei pochi a difendere fin da subito il vaccino AstraZeneca. "La scelta su Vaxevria è stata fatta dal popolo e non dalla scienza" afferma Bassetti, citando i dati pubblicati dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet che equiparano i rischi di coaguli tra il vaccino AstraZeneca e i competitor a mRNA, come Pfizer.

Le Foche: terza dose sempre più probabile per fragili e immunodepressi

In un'intervista al CorSera Francesco Le Foche, immunologo del policlinico Umberto I di Roma, ha affermato la necessità "sempre più probabile" di una terza dose "per le persone che assumono farmaci immunosoppressivi, per i trapiantati e per persone con patologie particolari (come malattie autoimmuni o patologie infiammatorie croniche) in cui la risposta al vaccino può essere ridotta". "Il vaccino non solo mette al riparo il singolo dalla malattia grave, ma riduce la circolazione del virus nella popolazione e, quindi, l’emergere delle varianti" - continua Le Foche. "Abbiamo visto come la variante Delta abbia complicato la situazione dal momento che si trasmette più velocemente e dà origine a cariche virali più alte". Un ruolo "fondamentale" contro le resistenze a vaccinarsi "dovrebbe averlo il medico di medicina generale. Occorre spiegare che i vaccini sono sicuri e rappresentano un grande risultato della ricerca scientifica. Le tecniche con cui sono prodotti sono studiate da anni, anche per sviluppare farmaci nel campo dell’oncologia". Se per l'autunno sarà vaccinato "almeno l’80-85 per cento della popolazione, possiamo pensare di ritornare a una quasi normalità". Sui vaccini per la fascia 12-17, l'immunologo conclude: "Spero che si possa partire anche dai sei anni. La vaccinazione è importante per portare i ragazzi a scuola in sicurezza".

(Continua...)

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