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Costume
In viaggio a Innsbruck, la perla del Tirolo. Alla scoperta dell'Austria
Credits Innsbruck Tourismus

Innsbruck – La nostra guida personale, una bella donna dai lineamenti austriaci, ci aspetta all’ingresso del Grand Hotel Europa, dove alloggiamo. Innsbruck Tourismus, a cui è affidato il compito di far conoscere questa rara perla del Tirolo, l’ha pregata di accompagnarci alla scoperta di una città apparentemente facile da visitare – basti pensare ai circa 130.000 abitanti e alla celebrità delle attrazioni principali – ma in realtà così ricca di storia, curiosità e fusione di stili, tradizioni, epoche diverse, da risultare un vero e proprio scrigno di tesori artistici a cui accedere passo dopo passo.

Attraversando la città nuova, i cui edifici armoniosi mi ricorderebbero alcune zone di Londra, se non fosse per gli affreschi che di tanto in tanto spuntano alle pareti, la nostra guida ci conduce nel centro storico di Innsbruck. Qui i cui colori pastello, l’influenza gotica mista a quella Rococò e la suggestiva cornice delle Alpi innevate ci catapultano subito in un’atmosfera fiabesca, la stessa che ogni anno attira turisti da tutto il mondo (“non esiste di fatto una bassa stagione, considerando la settimana bianca dell’inverno e le visite serrate che vanno da primavera all’autunno”, ci spiega l’operatrice di Innsbruck Tourismus).

Percorrendo la famosa Maria-Theresien-Straße, così ribattezzata in onore dell’arciduchessa Maria Teresa d’Austria, la tentazione di fermarsi a fare shopping in uno dei tanti negozi è altissima: si incontrano, infatti, le griffe più note di abiti, accessori, gastronomia, profumi, gioielli, tra cui Swarovksi, la cui sede si trova ad appena quindici chilometri di distanza con il rinomato Kristallwelten (museo e giardino).

Tuttavia, resistiamo e ci lasciamo condurre all’altezza di quelle che un tempo erano le mura fortificate per entrare nella città vecchia. A catturarci lo sguardo sin da lontano è lo sbrilluccichio del monumento più conosciuto di Innsbruck, ormai divenutone il simbolo; ovviamente sto parlando del Tettuccio d’Oro, voluto dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo per manifestare la sua gloria e potenza, ma anche per rendere ancora più bella questa cittadina del Tirolo che tanto amava. Dal balconcino posto sulla residenza di corte, la famiglia reale si affacciava, protetta da ben 2.657 tegole a scaglie di rame dorato, per assistere agli eventi più importanti della comunità, tra cui i tornei cavallereschi. Oggi vi è ospitato un ricco museo che ripercorre la storia di Innsbruck e la vita dell’imperatore.

La fortuna di avere una guida personale è però anche quella di essere spinti a non porre tutta l’attenzione nell’elemento più abbagliante; così, guardandoci meglio attorno abbiamo posato lo sguardo sulla graziosissima facciata della Helbling Haus, una fusione di architettura gotica e decorazioni Rococò senza eguali nel mondo; ci siamo lasciati sedurre dalla rosea Spitalskirche, che abbiamo poi voluto visitare all’interno restando affascinati dagli ornamenti alle pareti; abbiamo alzato gli occhi in alto per ammirare la Stadtturm, la possente torre gotica di 51 metri in passato utilizzata come prigione - noi non ce la siamo sentita, ma per chi abbia fiato a sufficienza è possibile salire fino in cima percorrendo i 148 scalini con il premio finale di un incredibile panorama.

Allontanandoci quindi di appena qualche centinaio di metri dal fulcro storico di Innsbruck, abbiamo chiesto alla nostra guida di condurci alla Hofkirche, dove è custodito l’imponente monumento funebre di Massimiliano I; talmente imponente da far sì che quando l’imperatore morì e venne sepolto nella cittadina austriaca di Wiener Neustadt, si ritenne impossibile spostare la tomba e le statue in bronzo rappresentanti la sua famiglia, cosicché oggi il monumento è in realtà vuoto. Non per questo attira meno visitatori, grazie alla magnificenza degli elementi realizzati e anche alla leggendaria storia d’amore che legò Massimiliano alla sua prima moglie Maria di Borgogna, alla quale però succedette ben presto Bianca Maria Sforza, il cui matrimonio con l’erede degli Asburgo venne organizzato niente meno che da Leonardo Da Vinci.

È d’obbligo, dopo aver visitato la chiesa, dedicare almeno un’ora ad Hofburg, il palazzo imperiale i cui saloni sono tra i più preziosi di tutta l’Austria, specialmente la Sala dei Giganti. In questa residenza la principessa Sissi era solita trascorrere parte del suo tempo rifugiandosi in un rilassante studiolo azzurro ancora oggi visitabile, da dove sembra che scrivesse opere poi pubblicate in forma anonima. I numerosi quadri alle pareti raccontano invece la storia degli Asburgo, da cui intuiamo la rilevanza che ebbe l’arciduchessa Maria Teresa d’Austria, la quale si prodigò moltissimo per migliorare la città, specie in vista delle nozze tra suo figlio Leopoldo II e la spagnola Maria Luisa di Borbone.

Prima di lasciare Innsbruck vale la pena di fare una visita al Duomo e poi di costeggiare il fiume Inn, dove una serie di casette colorate si staglia sullo sfondo delle Alpi bianche o verdi, a seconda della stagione. Sulla via del ritorno non può mancare una mezza giornata dedicata al celebre Castello di Ambras, considerato una delle maggiori attrazioni turistiche di tutto il Tirolo; inoltre, durante la stagione estiva consigliamo una sosta al Bergisel, per emozionarsi assistendo ai salti da uno dei trampolini da sci più alti del mondo. Infine, non si può entrare davvero nello spirito del posto senza concedersi una fetta di Strudel al Kröll Strudel-Café, un assaggio di Sacher originale presso l’elegante Café Sacher e ovviamente una Bretzel salata con lo speck. A questo punto non ci resta che augurarvi buon viaggio!         

   

Per maggiori informazioni: www.innsbruck.info  

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