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Costume
Lavazza, 4 generazioni di caffè. Con Carte Noir leader globale

Di Vito Piepoli

Tutto ha inizio quando Luigi Lavazza, nel 1895, apre la prima drogheria Lavazza in via San Tommaso a Torino. Lo immaginiamo circondato da sacchi di caffè di origini diverse, preso nell'assortimento delle miscele. Luigi Lavazza è il figlio di una famiglia di contadini, nato a Murisengo. Con la perseveranza, i buoni consigli e l'esperienza di vita, suo padre riesce a mostrargli la via per una vita migliore. 

Nel 1885 Luigi va a Torino e raccoglie diverse esperienze nel mondo del lavoro e nella scuola serale frequentata, prima di scoprire la sua abilità come uomo d'affari. Nel 1894, fa la sua prima attività per proprio conto e accetta la drogheria Paissa Olivero, nel centro di Torino. E da allora, di strada ne ha fatta la Lavazza: ora vuol diventare leader del mercato globale.

Di recente, con 700 milioni, ha comprato la francese Carte Noire, cosa abbastanza insolita in Italia. Carte Noire è stata creata nel 1978 da René Monnier, un uomo con numerosi anni di esperienza nella produzione del caffè convinto che al buon cibo e vino francesi non potesse mancare un  caffè d'eccellenza. 

Affascinato dal mondo del lusso che in quegli anni stava diffondendosi attraverso le personalità della moda francese, decise di spingersi oltre e creare non soltanto un caffè di alta qualità  ma anche una confezione che fosse come un lussuoso oggetto del desiderioQualcosa da offrire in regalo, con una distintiva firma stile "haute couture", per cui Carte Noire anche per questo, divenne presto leader del mercato francese.  

Nel corso dei decenni la marca ha incessantemente mantenuto la propria ambizione e passione, evolvendo costantemente nella direzione della modernizzazione, del progresso e dell'innovazione nella cultura del caffè. E oggi  può contare su un vasto portafoglio di tipologie di caffè adatte ad ogni occasione della giornata, dal caffè mattutino a quello dopo pranzo al decaffeinato della sera.

L'azienda francese ha oggi 300 dipendenti, tra la sede di Parigi e lo stabilimento di Lavérune nel sud della Francia  "Innoviamo e investiamo nel futuro, ma i nostri valori e la nostra filosofia non cambiano da 120 anni: non voglio vivere in un mondo che distrugge la natura diceva il fondatore Luigi Lavazza", ha ricordato Marco Lavazza, vicepresidente insieme a Giuseppe.

I due cugini quarantenni rappresentano la quarta generazione della famiglia piemontese che ha fondato l'azienda che oggi porta 20 miliardi di tazze di caffè italiano in 80 paesi nel mondo. La tecnologia degli ingegneri Lavazza,  ha permesso inoltre, di portare per la prima volta "un perfetto caffè nello spazio" e l'anno scorso è stata Samantha Cristoforetti la prima astronauta a potersi permettere questa delizia in orbita.

"Sono orgogliosa dell'operato della Lavazza, una grande azienda italiana, torinese, ed associata da sempre all'Unione Industriale di Torino, che, con l'acquisizione di Carte Noire ha realizzato una operazione di grande valore strategico, rafforzando la propria leadership sui mercati internazionali  e la propria presenza in Francia" ha riferito Licia Mattioli, presidente dell'Unione Industriale di Torino.

Di norma sono i marchi italiani ad essere acquisiti dall'estero, in questo caso accade il contrario. E' l'azienda italiana che investe ed espande la sua presenza nei mercati che contano, dando prova di possedere una notevole  forza economica e finanziaria  ma soprattutto una strategia lungimirante, orientata al mercato  globale, all'interno della quale il suo radicamento a Torino, anche con il nuovo centro direzionale,  riveste un ruolo centrale. 

"Sono altresì convinta che molte delle nostre aziende posseggano prodotti di qualità con un appeal unico che rende tutto ciò che è italiano, molto apprezzato nel mondo" ha concluso la presidente.

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